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04/06/08
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A
especialista em dietas Chiara Trombetti |
O café é bom
para a saúde e, quanto mais forte, melhor, é o que garante a italiana
especialista em dietas Chiara Trombetti, da cidade de Bergamo, no norte
da Itália. Segundo ela, o café contém antioxidantes e tanino,
substâncias benéficas ao coração e às artérias.
Trombetti
defende que o café pode aliviar dores de cabeça, ajudar a evitar
problemas de fígado como a cirrose, e também a melhorar a circulação no
coração. De acordo com ela, a bebida pode ainda, reduzir o risco de
ataques de asma.
A especialista
aconselha que as pessoas tomem café expresso para conseguir maiores
benefícios. Apesar disso, ela admite que a bebida não é indicada para
todas as pessoas.
Ingerir café em
excesso pode, entre outros efeitos, aumentar o nervosismo e os
batimentos cardíacos, e causar tremores nas mãos. Grávidas, pessoas que
sofrem com problemas cardíacos ou úlceras estomacais, não devem abusar
da bebida.
Para pessoas
que não se enquadram nessas categorias, a estudiosa aconselha no máximo
quatro xícaras por dia.
(©
ÉPOCA Online)
Caffè, tutta la salute in tre tazzine

Aiuta il fegato, allevia il mal di testa è efficace contro le
crisi d'asma. Difetti? Non abusarne
Milioni di italiani vanno matti per l’aroma del
caffè, ma credono si tratti di una cattiva abitudine, perché spesso le
ricerche ne mettono in evidenza solo le caratteristiche negative e mai
quelle positive . Molti lo ignorano ma il caffè ha anche molti effetti
benefici per la salute ed è una bevanda promossa a pieni voti
nell’alimentazione, a patto di non abusarne e di non superare le tre o
quattro tazzine al giorno. ]
Qualche tazzina al giorno, infatti, è salutare per le arterie, per il
fegato, aiuta la linea e allevia il mal di testa sia che si tratti di
caffè espresso, americano o preparato con la moka e, inoltre, non ha
praticamente calorie.
Facciamo il punto con Chiara Trombetti, dietista di Humanitas Gavazzeni di Bergamo.
Quali sono i benefici del caffè sulla salute?
“Il caffè” spiega Chiara Trombetti “aiuta a proteggere le arterie perché
contiene alcuni elementi come il tannino e altri polifenoli che hanno un
potere antiossidante, quattro volte più efficace di una tazza di tè
verde. Inoltre, è un amico del fegato perché contribuisce a prevenirne
alcune malattie come la cirrosi epatica e la calcolosi biliare grazie ai
diterpeni (kawehol e cafestol), sostanze che hanno la capacità di
proteggere e rinforzare gli epatociti (le cellule del fegato) dalle
aggressioni di queste malattie. In particolare, è soprattutto il caffè
preparato con la moka e gustato amaro che, sorseggiato dopo i pasti,
aiuta il fegato nella digestione. Il caffè, poi,” continua Chiara
Trombetti “può aiutare durante le crisi di asma perché la caffeina ha un
effetto broncodilatatore e riduce, quindi, l’affaticamento dei muscoli
respiratori migliorando il volume espiratorio (fino addirittura a due
ore dopo l’assunzione di una tazzina). Infine, al contrario di quello
che comunemente si crede, il caffè allevia il mal di testa grazie al suo
potere vasocostrittore (restringe i vasi sanguigni) ed è leggermente
analgesico. Non a caso nei medicinali a base di paracetamolo (utilizzati
come antidolorifici) è contenuta anche la caffeina”.
E’ vero che aiuta anche a mantenere la linea?
“Il caffè” prosegue Chiara Trombetti “contiene la caffeina, una sostanza
stimolante che contribuisce ad accelerare il metabolismo rendendo i
grassi immediatamente disponibili come energia per l’attività fisica.
Per questo ha un ruolo importante nel mantenimento della linea. Se,
infatti, oltre a seguire una dieta si consuma a fine pasto una tazzina
di caffè impegnandosi poi per circa mezz’ora nel movimento, i grassi
assunti con l’alimentazione vengono bruciati con più facilità. Inoltre,
il caffè non aggiunge calorie alla dieta perché una tazzina senza
l’aggiunta di latte o zucchero non supera le due calorie”.
Ma un tipo di caffè vale l’altro?
“Effettivamente ci sono vari tipi di caffè e non sono tutti uguali”
chiarisce Chiara Trombetti. “Quello espresso contiene
dosi di caffeina più elevate rispetto a quello preparato con la moka e
mantiene stabili le sue proprietà benefiche, mentre nel secondo sono
volatili, quindi, per trarne i vantaggi, è consigliabile berlo subito
dopo averlo preparato. Il caffè americano, invece, è
ritenuto da molti meno forte dell’espresso e ‘acquoso’. In realtà,
contiene il doppio di caffeina ed è un valido aiuto per mantenere alta
l’attenzione, ma è meglio non superare i due bicchieri al giorno vista
la quantità di caffeina presente. Quello d’orzo, poi,
non ha proprio niente del caffè: non contiene caffeina e anche il gusto
è diverso. Inoltre, vi sono dieci calorie in una tazzina, quindi, se ci
si sente a terra, può aiutare a riprendersi. Infine, c’è quello
decaffeinato, che non contiene caffeina e, quindi, i pregi
legati a questa sostanza vengono a mancare, rimanendo, però, immutati
quelli legati alle altre come il tannino (mantiene, quindi, la capacità
antiossidante) e, dato che non è la caffeina che dà il gusto, questo
caffè è buono tanto quanto quello ‘originale’”.
E’ vero che la sera ostacola il sonno?
“E’ soggettivo” afferma Chiara Trombetti. “Comunemente si crede a questo
fatto perché il caffè infonde la carica e favorisce l’attenzione, per
questo viene bevuto durante i break. Non è provato, ma è possibile,
quindi, che in persone particolarmente sensibili, prendere il caffè
prima di andare a dormire possa influire sulla qualità del riposo
notturno”.
E’ vero che è vietato alle donne in ‘dolce attesa’ e ai bambini?
“Se in gravidanza non si soffre di nausee e si gradisce il caffè, senza
esagerare, nulla lo vieta. Per i bambini in età scolare, addirittura,
qualche goccia di caffè diluita nel latte ha un effetto stimolante a
livello cerebrale”.
A chi è sconsigliato?
“E’ meglio che non bevano il caffè le persone che soffrono di ulcera
gastrica perché stimola la secrezione dei succhi gastrici peggiorando i
dolori che sono provocati dall’ulcera. Se proprio non si riesce a
rinunciarvi, soprattutto al mattino, è opportuno non prenderlo a stomaco
vuoto, ma mangiare una brioche o qualche biscotto”. (A cura di Lucrezia Zaccaria)
(©
Humanitas Salute)
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