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Bebê italiano recebe transplante de oito órgãos

04/06/08

Wilfredo Lee / AP

Monica di Matteo, com sua filha Alessia, que recebeu 8 órgãos em um transplante liderado pelo Dr. Andreas Tzakis

   Miami - Uma equipe médica dos Estados Unidos realizou, com sucesso, um transplante de nada menos do que oito órgãos em um bebê de seis meses de vida. O número de órgãos transplantados é recorde. Na operação, que durou 12 horas, a italiana Alessia Di Matteo recebeu fígado, estômago, pâncreas, intestino grosso e delgado, baço e dois rins novos.

   Alessia tem uma doença fatal do sistema digestivo em que os músculos dos órgãos fazem movimentos involuntários. A equipe do professor Andreas Tzakis, do hospital Jackson Memorial, em Miami foi responsável pelo transplante. "Pelo que sei, esta é a primeira tentativa com oito órgãos", afirmou o médico.

   O último recorde em transplante foi com sete órgãos, também realizado por Tzakis, em 1997. Ele se recordou que pelo menos um de seus pacientes sobrevive há dez anos com este número de órgãos; transplantados recentes passam bem.

   "Quando essas crianças sobrevivem à cirurgia e passam bem, elas podem viver perfeitamente bem", comentou. A doença de Alessia foi diagnosticada por ecografia, quando ela ainda estava no útero da mãe. Se não for tratada, corre o risco de não sobreviver. De acordo com Tzakis, o primeiro ano será decisivo para a sobrevivência de Alessia. O bebê recebeu bem os órgãos. "A criança está bastante bem", disse. "Ela está nos braços da mãe e está sendo alimentada por meio dos novos intestinos."

   Os órgãos novos saíram de um bebê de um ano. Alessia está em observação, mas deve voltar à Itália em três meses. O transplante foi realizado em 31 de janeiro, depois que Alessia foi transferida do hospital Gaslini, em Gênova. "Sabíamos que a única maneira de salvar Alessia seria um transplante múltiplo de órgãos feito pelo professor Tzakis", disse um porta-voz do hospital ao jornal Daily Mirror.

   O médico Steve Wigmore, cirurgião especializado em transplante da Royal Infirmary, em Edimburgo (Escócia), foi cauteloso. "As pessoas que passam por transplantes múltiplos não têm um resultado particularmente bom." Ele lembra que os transplantes múltiplos de órgãos começaram a ser feitos há apenas 15 anos. (AE-AP)

(© estadao.com.br)


Alessia, i medici raccontano il miracolo

E' durato dodici ore il trapianto di otto organi. La piccola potrebbe tornare a casa in giugno

   MIAMI - Dodici ore di lavoro per collegare otto organi di pochi centimetri, con reni grandi come noci e uno stomaco più piccolo del mouse di un computer: il dottor Andreas Tzakis, il medico greco-americano che ha compiuto a Miami il trapianto da record sulla piccola genovese Alessia, 7 mesi, non nasconde le difficoltà dell'impresa. «E' stato quasi un miracolo - spiega - perché tutto era così piccolo, c'era da lavorare in un'area non più grande di tre pugni e ogni errore anche di una frazione di millimetro sarebbe stato fatale». Tzakis e gli otto medici dell'équipe del «miracolo» hanno incontrato la stampa in Florida, al Jackson Memorial Medical Center dell'Università di Miami, per raccontare il trapianto di otto organi che ha salvato nelle scorse settimane la bambina italiana, afflitta da una gravissima patologia, la megacisti microcolon, per la quale il trapianto era l'unica speranza.

   «Sono veramente grata a tutte le persone che ci hanno aiutato», ha detto Monica Di Matteo, la mamma di Alessia, parlando con la bambina che seguiva tranquilla, sulle sue gambe, la folla di giornalisti accorsa ad ascoltare i retroscena dell'intervento.

   «Questo caso - ha detto Monica Di Matteo, aiutata nella traduzione dal dottor Gennaro Selvaggi, un medico italiano dell'équipe di Tzakis - è significativo anche per ricordare l'importanza dei trapianti e della donazione di organi». Un piccolo americano di pochi mesi è stato il donatore degli organi che hanno permesso alla famiglia di Alessia di tornare a sperare: stomaco, fegato, pancreas, intestino crasso, intestino tenue, milza e i due reni.

   «Nell'insieme, parliamo di un gruppo di organi che pesavano pochi grammi», ha spiegato Tzakis, ritenuto uno dei migliori chirurghi al mondo nel settore dei trapianti multiorgano di questo tipo. «Quello di Alessia è un grande passo che abbiamo compiuto per il numero di organi coinvolti, è un passo molto importante per aiutare sempre più in futuro persone con sistemi danneggiati come quello della bambina».

   Durante l'operazione, la piccola è stata alimentata con zucchero, insulina e fattori di coagulazione prodotti dal fegato, mentre il suo corpo veniva svuotato degli organi malati. In due ore, la cavità era aperta e pronta ad accogliere in blocco gli organi del donatore, tenuti sotto ghiaccio. Molte altre ore sono state poi necessarie per ricollegare tutti i vasi sanguigni.

   Tzakis e Selvaggi hanno raccontato che dopo l'operazione, avvenuta il 31 gennaio scorso, le fasi più delicate sono state quelle dei giorni immediatamente successivi all'intervento, quando c'era da monitorare le condizioni di un gran numero di organi e l'andamento di tutti i fluidi. Alessia ha avuto una brutta ricaduta una decina di giorni fa, per un accenno di rigetto, ma ora viene ritenuta in condizioni più che buone.

   Secondo i medici di Miami, la bambina potrebbe lasciare l'Holtz Children Hospital, l'ospedale pediatrico della University of Miami, in una decina di giorni, ma dovrà restare nella città della Florida con la madre ancora a lungo, per essere tenuta sotto controllo. «Saranno necessari fino a quattro mesi, prima che possa tornare in Italia», ha detto Tzakis.

   Ad aspettare mamma e figlia ci sono, a Genova, il padre Pasquale e due fratelli, oltre ai medici dell'ospedale Gaslini che fin dall'estate scorsa avevano preparato il cammino per il viaggio della speranza a Miami, dove Tzakis è ormai noto in tutto il mondo per interventi estremi di questo tipo. L'Asl di Genova ha provveduto a coprire le spese, che secondo fonti dell'Università di Miami sono state fino ad ora di 375 mila dollari. (Marco Bardazzi, Horacio Ruiz Pavon)

(© Gazzetta di Parma)

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