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04/06/08
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O ministro Maurizio
Gasparri, com o presidente do Conselho, Silvio Berlusconi |
da France Presse, em Roma
Os deputados
italianos aprovaram a chamada "lei Gasparri" que reforma o sistema
audiovisual da Itália e protege o "império" de TV do primeiro-ministro e
ex-magnata das comunicações, Silvio Berlusconi.
Os deputados italianos votaram a
favor do novo projeto de lei, preparado pelo governo de direita, que
havia sido rejeitado por inconstitucionalidade, no final do ano passado
pelo presidente da República, Carlo Azeglio Ciampi.
O texto foi aprovado por 311
votos a favor e 246 contra e deverá ser submetido em breve ao Senado,
onde a coalizão governamental goza de uma cômoda maioria.
A oposição denunciou o decreto
por favorecer a concentração dos meios de comunicação nas mãos de poucas
pessoas, em particular de Berlusconi.
A lei em vigor proibia que uma
mesma pessoa fosse dona ao mesmo tempo de canais de televisão, diários e
revistas. A nova disposição levanta essa proibição a partir de 2010.
"Uma péssima lei, que reduz o
pluralismo na televisão, acaba de ser aprovada", denunciou Piero
Fassino, secretário-geral do maior partido da oposição, Democráticos de
Esquerda (DS).
A aprovação da lei foi bem
recebida pelo mercado. O título Mediaset, a empresa de telecomunicações
de Berlusconi, ganhou imediatamente um ponto na Bolsa de Milão.
Algumas correções foram feitas ao
projeto de lei no campo dos espaços publicitários para impedir abusos no
setor.
Com a reforma, fica aprovada
também a privatização parcial da célebre e poderosa televisão pública, a
Rádio e Televisão Italiana (RAI), forte concorrente das três cadeias de
televisão privadas de Berlusconi, Italia 1, Canale 5 e Rete 4. Ele
também é dono da maior agência de publicidade do país, Publitalia, da
casa editorial Mondadori, e de uma importante distribuidora de filmes,
Medusa.
(©
Folha Online)
Gasparri,
sì della Camera. E ora il ddl passa al Senato
Fassino: "Una brutta legge che
non risolve i problemi e aggrava il cancro del sistema italiano delle
tv". Sì anche del Carroccio, che aveva minacciato il rinvio Legge. "C'è
- dice il relatore di maggioranza Romani- c'è ancora il Senato che è
molto occupato ma mi auguro che molto velocemente si abbia
l'approvazione, sicuramente entro il prossimo mese
L'Aula di
Montecitorio ha approvato il disegno di legge Gasparri, che riordina
tutto il settore dell'emittenza televisiva.
Il provvedimento,
approvato con votazione a scrutinio segreto, ha avuto il voto favorevole
di tutti i gruppi del centrodestra (311 sì) e quello contrario delle
opposizioni (246 no). Ora il testo passerà all'esame del Senato.
Ieri, con la
maggioranza e il governo al gran completo, il tour de force
sull'articolato aveva permesso al'Aula di votare i 129 emendamenti.
Oggi, l'esame degli ordini del giorno e il voto finale.
FASSINO: "BRUTTA LEGGE"
"È stata appena
approvata una brutta legge che non risolve i problemi del sistema
radio-televisivo italiano e ne aggrava il principale cancro: la iper
concentrazione nelle mani di un unico soggetto di un potere dominante
che condiziona pesantemente il sistema, ne ridurrà il pluralismo e ne
soffocherà le potenzialità".
Così il
segretario Ds, Piero Fassino, commenta a caldo l'approvazione a
Montecitorio della legge Gasparri sul riordino del sistema
radio-televisivo.
LA RUSSA: MAGGIORANZA COESA
"La maggioranza è
stata compatta e coesa. Non c'è nessuna tensione e nessuna
fibrillazione. Anzi, vi consiglio di controllare i voti, ho visto sì
qualche franco tiratore, ma tra i deputati del centrosinistra". "La
maggioranza è stata compatta e coesa. Non c'è nessuna tensione e nessuna
fibrillazione. Anzi, vi consiglio di controllare i voti, ho visto sì
qualche franco tiratore, ma tra i deputati del centrosinistra". Lo ha
detto il coordinatore di An, Ignazio La Russa commentando il voto
dell'aula di Montecitorio sul ddl Gasparri.
VIOLANTE: FRUTTO DI UNA SERIE DI RICATTI
"Il voto di oggi
è l'esito di una lunga serie di ricatti reciproci all'interno della casa
delle libertà". lo dice il presidente dei deputati ds, Luciano Violante,
che aggiunge: "Il presidente del gruppo della lega ha minacciato di non
votare la legge Gasparri-Mediaset se non passano le riforme
istituzionali che rompono l'unità nazionale. il presidente del
consiglio- prosegue violante- per poter garantire i propri interessi, a
danno di quelli di altre centinaia di imprese del mondo dell'editoria e
della comunicazione, accetta il ricatto della lega". "Così, di ricatto
in ricatto - conclude l'esponente della quercia - si sfascia l'italia al
tempo della casa delle libertà"
ROMANI, IL RELATORE
"È
stata un'occasione di grande prova di compattezzza della maggioranza, il
voto finale sicuramente ne è un segnale
largamente positivo. Vorrei dire che questa è una grande occasione di
sviluppo e di crescita non solo per il sistema televisivo ma anche per
quello industriale italiano".
Questo il commento a caldo di Paolo Romani, relatore del ddl Gasparri,
all'approvazione del provvedimento.
"Si passa al
digitale - osserva Romani - che consentirà al nostro paese di avere un
grande miglioramento e una grande modernizzazione tecnologica : una
grande occasione di crescita per l'Italia". C'è ancora il Senato...
"Sì - dice
Romani- c'è ancora il Senato che è molto occupato ma mi auguro che molto
velocemente si abbia l'approvazione, sicuramente entro il prossimo
mese".
(©
Panorama.it)
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