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Escola italiana demite funcionária muçulmana por uso do véu

04/06/08

Fatima Mouayche

Da AFP

   Uma mulher marroquina foi demitida de uma escola do norte da Itália porque autoridades temiam que o véu islâmico que ela usava assustasse as crianças, segundo informações publicadas nesta terça-feira por jornais italianos.

   "Ninguém pode dizer como as crianças reagiriam a uma mulher com véu", disse Cristina Ferrari, responsável pela escola situada em Samone, perto de Turim, em declarações publicadas nos jornais La Stampa e La Repubblica. "Elas poderiam se assustar e foi melhor não correr o risco", declarou.

   A funcionária, Fatima Mouayche, 40 anos, disse estar chateada e assustada com a demissão e afirmou que pretende tirar o véu se for necessário. "Estou pensando em tirá-lo se for tão importante para eles, mesmo não existindo nenhuma lei proibindo mulheres de usar o véu na Itália", disse Fatima, divorciada e mãe de duas crianças.

   "Mas eles não querem uma mulher muçulmana trabalhando na escola. O véu foi apenas uma desculpa", declarou. Ferrari disse que a religião não teve nada a ver com a demissão. Fatima disse nunca ter sofrido críticas por usar o véu desde que se estabeleceu na Itália, oito anos atrás. Estima-se que haja na Itália 800 mil muçulmanos.

(© Diário Online)


VELO, FATIMA INIZIERA' IL TIROCINIO ALL'ASILO COMUNALE DI IVREA

Dalla prossima settimana Fatima Mouayche iniziera' il suo tirocinio come educatrice d'infanzia all'asilo comunale di Ivrea

   Torino, 24 mar. (Adnkronos) - Dalla prossima settimana Fatima Mouayche iniziera' il suo tirocinio come educatrice d'infanzia all'asilo comunale di Ivrea. La decisione sul caso scoppiato nei giorni scorsi dopo che la donna, marocchina quarantenne, non aveva potuto incominciare il suo stage in una struttura privata perche' indossa il velo islamico, e' stata annunciata dal sindaco di Ivrea, Fiorenzo Grijuela, che ha sottolineato che ''dando una risposta nel concreto speriamo si chiuda questa vicenda''.

   Sottolineando che ''serve equilibrio per evitare di creare condizioni di ulteriore tensione e per non creare il cosi' detto mostro'', il primo cittadino ha raccontato che ''in queste ore ho avuto notizia che dal momento in cui e' scoppiato il caso, alla cooperativa che ha organizzato il corso a cui ha partecipato Fatima sono arrivate telefonate di alcune componenti razziste che hanno esaltato la vicenda. E' una cosa preoccupante ma fortunatamente marginale in un territorio come il nostro dove da sempre c'e' il concetto della tolleranza e della comprensione. Per questo, questo episodio ci ha un po' scioccato perche' non e' nella tradizione della nostra storia''.

   Commentando l'episodio che l'ha vista coinvolta, dopo che la responsabile di un asilo privato ha preferito non accoglierla come tirocinante a causa del suo foulard islamico, Fatima Mouaiyche ha detto: ''Sono disponibile a togliere il velo dentro l'aula per fare un piacere alla responsabile dell'asilo ed evitarle problemi, ma io ho il diritto di tenerlo''.

   ''Questa storia mi ha ferito -dice Fatima- perche' non me lo aspettavo. Sono qui da 9 anni e sono sempre stata accolta in tutti i posti dove ho vissuto, anche qui a Ivrea, che ha sempre accolto tutti gli immigrati''. Sottolineando di non aver mai subito ''episodi di intolleranza'' e di non essersi mai sentita ''emarginata per il mio velo'' la donna ha aggiunto: ''Quello che mi fa piu' male e' che e' successo in una struttura che educa dei bambini. Anch'io sono mamma di due bambini e voglio che crescano e che vivano insieme agli altri in pace. Sono anche loro nati qua, sono italiani come gli altri e vogliono essere fratelli di tutti. Qui mi sono sempre sentita a casa, la nostra vita e' qua''.

   Fatima ha raccontato ai suoi due figli quello che le e' successo, ''e ci sono rimasti male, mi hanno chiesto perche' non mi hanno accettata e mi hanno detto 'ci hai sempre portato all'asilo e nessun bambino ha mai avuto paura'''. Ora Fatima spera che sul suo caso cali il silenzio ed e' felice che le sia stata data l'opportunita', dall'asilo comunale di Ivrea, di svolgere il suo tirocinio perche', spiega, ''e' una cosa importante per me perche' vorrei andare avanti con il corso che sto facendo, perche' mi piace stare con i bambini e perche' sto cercando di migliorare la mia situazione e di far crescere bene i miei figli come tutte le mamme''. Le resta, pero', ancora un desiderio, quello di conoscere la responsabile dell'asilo dove non ha potuto fare lo stage ''per poterci spiegare a vicenda, perche' parlando si risolvono i problemi''.

(© Corsera News)

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