
ROMA (CNN) -- Il segretario dei Ds, Piero Fassino, attacca la legge approvata
giovedì dal Senato, il cosiddetto 'lodo Berlusconi' che sospende i processi nei confronti
delle cinque più alte cariche dello Stato. Parole pesanti nelle sulle pagine di
Repubblica, che pubblica venerdì un'intervista al leader della 'Quercia'. Fassino giudica
il lodo "scandaloso" e teso solo " a salvare Berlusconi".
Pur ammettendo la fondatezza teorica di un
provvedimento teso a mettere al riparo le più alte cariche dello Stato da indagini
giudiziarie - d'altronde la proposta è figlia di Maccanico, esponente del centro-sinistra
- Fassino contesta il modo in cui la maggioranza ha affrontato la questione.
"Questa norma - spiega - rappresenta
un'eccezione all'eguaglianza dei cittadini sancita dalla Costituzione" e andava
dunque introdotta attraverso una legge costituzionale. Alla domanda dell'intervistatore -
Claudio Tito - che gli chiede se la richiesta di una legge costituzionale fosse un
pretesto per ritardare i tempi, Fassino risponde seccamente. "Non era così. A questa
legge si arriva dopo mesi di strappi all'ordinamento giudiziario".
"L'obiettivo della maggioranza è uno solo:
impedire un processo"
L'obiettivo della maggioranza, per il leader
dei Ds, è uno solo: "Impedire un processo", non per "tutelare una
carica", ma per "garantire l'impunità di una sola persona". Fassino
afferma dunque che il lodo è , a tutti gli effetti, "incostituzionale, perché è
una deroga all'articolo 3 della Costituzione".
Nessun appello a Ciampi: "Ha l'autorevolezza per
decidere"
In vista dell'approvazione alla Camera e del
successivo passaggio, la firma da parte del Presidente della Repubblica, Fassino evita di
coinvolgere il Quirinale nella polemica. "Io - afferma - sono contrario a tirare la
giacca a Ciampi. Il Capo dello Stato ha tutta l'autorevolezza per giudicare quello che
deve fare. Non è opportuno dargli suggerimenti, sarebbe meno libero e imparziale".
Un eventuale referendum non è una priorità
Quanto alla possibilità di un referendum,
Fassino si dimostra scettico. "Ci si ragionerà. Penso, tuttavia, che abbiamo la
necessità di non centrare l'agenda del Paese solo sulla giustizia, perché accetteremmo
il terreno della destra. Parliamo, piuttosto, di cose che interessano gli italiani".
Il segretario dei Ds, in sostanza, cerca di
spostare la polemica nei confronti dell'Esecutivo su temi più vicini alla gente comune,
quale la perdurante crisi economica che attanaglia il Paese. Inevitabile, quindi, il
riferimento alle parole del Governatore della banca d'Italia, Antonio Fazio.
"È la seconda volta - nota Fassino - che
Fazio parla di declino. E di fronte all'allarme, il Governo non è in grado di portare uno
straccio di provvedimento che rilanci produzione e consumi". L'accusa è chiara: la
maggioranza pensa prima ai propri interessi che alle necessità dell'Italia. Fassino lo
spiega meglio con un esempio. "Da mesi questo Governo ha fissato come priorità i
guai del presidente del Consiglio. Giovedì si è votata una norma per salvare Berlusconi.
Ma oggi, venerdì, il consiglio dei ministri non deciderà nulla per fronteggiare
l'emergenza economica denunciata dal Governatore. Questa destra risolve i suoi problemi,
ma quelli del Paese no".
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