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Aliados de Berlusconi aprovam lei que lhe dá imunidade

Primeiro-ministro responde a processo por corrupção

DA REDAÇÃO

   Os congressistas aliados do premiê italiano, Silvio Berlusconi, deram um passo importante para a aprovação de uma lei que pode paralisar processo contra o líder italiano, acusado de corrupção. O projeto de lei, aprovado ontem pelo Senado, tem sido chamado de casuístico pela oposição.

   Agora, o projeto de lei será encaminhado à Câmara dos Deputados, onde deve ser debatido até o final do mês. A coalizão de Berlusconi tem uma confortável maioria no Congresso.

   O premiê afirma que promotores de esquerda estão tentam derrubá-lo com acusações infundadas e que uma lei de imunidade garantirá a vontade democrática das pessoas que o elegeram.

   Considerado o homem mais rico da Itália, Berlusconi é acusado de subornar juízes para impedir a venda da empresa estatal de alimentos SME a um empresário rival, nos anos 80. O premiê nega as acusações.

Paralisação

   O sindicato dos jornalistas italianos decidiu ontem entrar em greve neste mês para protestar contra supostos ataques à autonomia da profissão pelo governo de Berlusconi.

   A decisão foi tomada menos de uma semana depois que jornalistas do "Corriere della Sera", o maior do país, se demitiram em protesto contra a saída do editor, Ferruccio de Bortoli, supostamente por pressão de Berlusconi.

   Os jornalistas de veículos impressos devem paralisar na próxima terça. No dia 18 de junho, é a vez dos jornalistas de TV. (Com agências internacionais)

(© Folha de S. Paulo)

Fassino: lodo Berlusconi "scandaloso e incostituzionale"


Il leader della Quercia lamenta l'inazione della maggioranza sui temi economici

   ROMA (CNN) -- Il segretario dei Ds, Piero Fassino, attacca la legge approvata giovedì dal Senato, il cosiddetto 'lodo Berlusconi' che sospende i processi nei confronti delle cinque più alte cariche dello Stato. Parole pesanti nelle sulle pagine di Repubblica, che pubblica venerdì un'intervista al leader della 'Quercia'. Fassino giudica il lodo "scandaloso" e teso solo " a salvare Berlusconi".

   Pur ammettendo la fondatezza teorica di un provvedimento teso a mettere al riparo le più alte cariche dello Stato da indagini giudiziarie - d'altronde la proposta è figlia di Maccanico, esponente del centro-sinistra - Fassino contesta il modo in cui la maggioranza ha affrontato la questione.

   "Questa norma - spiega - rappresenta un'eccezione all'eguaglianza dei cittadini sancita dalla Costituzione" e andava dunque introdotta attraverso una legge costituzionale. Alla domanda dell'intervistatore - Claudio Tito - che gli chiede se la richiesta di una legge costituzionale fosse un pretesto per ritardare i tempi, Fassino risponde seccamente. "Non era così. A questa legge si arriva dopo mesi di strappi all'ordinamento giudiziario".

"L'obiettivo della maggioranza è uno solo: impedire un processo"

   L'obiettivo della maggioranza, per il leader dei Ds, è uno solo: "Impedire un processo", non per "tutelare una carica", ma per "garantire l'impunità di una sola persona". Fassino afferma dunque che il lodo è , a tutti gli effetti, "incostituzionale, perché è una deroga all'articolo 3 della Costituzione".

Nessun appello a Ciampi: "Ha l'autorevolezza per decidere"

   In vista dell'approvazione alla Camera e del successivo passaggio, la firma da parte del Presidente della Repubblica, Fassino evita di coinvolgere il Quirinale nella polemica. "Io - afferma - sono contrario a tirare la giacca a Ciampi. Il Capo dello Stato ha tutta l'autorevolezza per giudicare quello che deve fare. Non è opportuno dargli suggerimenti, sarebbe meno libero e imparziale".

Un eventuale referendum non è una priorità

   Quanto alla possibilità di un referendum, Fassino si dimostra scettico. "Ci si ragionerà. Penso, tuttavia, che abbiamo la necessità di non centrare l'agenda del Paese solo sulla giustizia, perché accetteremmo il terreno della destra. Parliamo, piuttosto, di cose che interessano gli italiani".

   Il segretario dei Ds, in sostanza, cerca di spostare la polemica nei confronti dell'Esecutivo su temi più vicini alla gente comune, quale la perdurante crisi economica che attanaglia il Paese. Inevitabile, quindi, il riferimento alle parole del Governatore della banca d'Italia, Antonio Fazio.

   "È la seconda volta - nota Fassino - che Fazio parla di declino. E di fronte all'allarme, il Governo non è in grado di portare uno straccio di provvedimento che rilanci produzione e consumi". L'accusa è chiara: la maggioranza pensa prima ai propri interessi che alle necessità dell'Italia. Fassino lo spiega meglio con un esempio. "Da mesi questo Governo ha fissato come priorità i guai del presidente del Consiglio. Giovedì si è votata una norma per salvare Berlusconi. Ma oggi, venerdì, il consiglio dei ministri non deciderà nulla per fronteggiare l'emergenza economica denunciata dal Governatore. Questa destra risolve i suoi problemi, ma quelli del Paese no".

(© CNNItalia.it)

 

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