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Emblema
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Lucia Annunziata.
Ao fundo, à direita, o diretor da Rai,
Flavio Cattaneo |
Roma - Lucia
Annunziata, presidente da emissora estatal italiana RAI, renunciou a seu
posto no comitê de diretores e denunciou que forças leais ao
primeiro-ministro da Itália, Silvio Berlusconi, tentam assumir o
controle dos três canais de televisão do Estado. Lucia Annunziata disse
a jornalistas, durante entrevista coletiva concedida em Milão, que a RAI
transformou-se praticamente em um "lugar que apenas ratifica decisões
tomadas fora das dependências da companhia".
Annunziata assumiu a presidência do comitê de diretores da RAI em
março de 2003. Desde então, ela se autodenominou fiscal do interesse
público, dentro de uma comissão dominada por pessoas simpáticas às
forças de centro-direita da coalizão governamental de Berlusconi. Além
de primeiro-ministro, Berlusconi é um magnata da mídia italiana,
controlando a Mediaset, uma empresa que agrupa as três principais redes
de televisão privadas do país.
As acusações de uso político da televisão estatal italiana datam de
décadas atrás. Por muito tempo, as três emissoras da RAI foram
consideradas um cabide de empregos utilizado pelos partidos políticos
para empregar seus simpatizantes.
Mas as denúncias de Annunziata, que já trabalhou como jornalista da
RAI e de diversos periódicos italianos, provavelmente reforçarão os
argumentos da oposição italiana, que acusam Berlusconi de conflito de
interesses. O primeiro-ministro nega a existência tais conflitos.
( AP)
(©
estadao.com.br)
Rai, Lucia Annunziata si dimette
La presidente Rai annuncia le dimissioni con una conferenza
stampa: «I limiti del pluralismo sono stati superati»
ROMA - La presidente della Rai
Lucia Annunziata si è dimessa: «contro l'occupazione
dell'azienda» in procinto, a suo giudizio, attraverso le nomine che
il cda sta per varare.
Immediate e contrastanti le
reazioni del mondo politico.
L'ANNUNCIO - «Mi dimetto - spiega in una conferenza stampa - per
sottolineare che
i
limiti del pluralismo sono stati superati e chequesto Consiglio
opera in condizioni di illegittimità». A provocare le dimissioni, tra i
motivi principali «una
serie di nomine chiave per la gestione dell'azienda» proposte dal
direttore generale al Consiglio «con meno di tre ore di preavviso».
LA
LETTERA - Annunziata ha diffuso una lettera nella quale spiega le
motivazioni: «Alle 12.15, dunque con meno di tre ore di preavviso -
scrive nella lettera -
a
spregio dunque di ogni regola del diritto societario, il
direttore generale ha proposto al Consiglio una serie di nomine chiave
per la gestione dell'azienda e di sue società consociate. (Questo è
possibile perchè la maggioranza dei consiglieri sin dall'inizio ha
autorizzato una interpretazione forzata dei regolamenti che ha
trasformato il Cda in una buca delle lettere nella quale vengono
ratificate decisioni prese in luoghi altri che non sono quelli
aziendali)».
«Queste nomine - continua Annunziata - inviate in
18
pagine scritte a mano, a testimoniare la fretta e mancanza di ogni
rispetto di iter aziendale, stravolgono completamente il profilo
dell'azienda, rendendo chiari i condizionamenti esterni e di fatto
eliminando ogni pluralismo interno».
ILLEGITTIMITA' - «Adesso per quanto mi riguarda - ha dichiarato -
questo Consiglio è illegittimo. Nel Cda si suppone che siano
rappresentate tutte le forze politiche del Parlamento.
Con la mia dipartita c'è almeno metà del Parlamento e metà delle
istituzioni non più rappresentati». Nessuna anticipazione invece
sulle nomine (si parla di una settantina) che sarebbero state proposte:
«Li saprete prestissimo, le sorprese stanno sempre nell'uovo di Pasqua
che non è lontano dall'essere aperto anche se è arrivato un pò più
tardi». Per quanto riguarda infine un bilancio della sua esperienza come
presidente, secca la replica: «Un
ottimo bilancio».
(©
Corriere della Sera)
Centrosinistra: ora è necessario un nuovo CdaLa maggioranza: è solo un gesto propagandistico, non c'è nessuna
occupazione militare della tv di Stato
Le
dimissioni di
Lucia Annunziata
suscitano, come prevedibile, reazioni nettamente contrastanti.
Claudio Petruccioli, presidente della Commissione di
vigilanza Rai, poco prima che la presidente Rai annunciasse le sue
dimissioni, profeticamennte aveva detto che «l'attuale Cda non
potrebbe continuare ad operare qualora una delle due parti
costitutive (direttore generale e presidente) decidesse di
abbandonarlo».
Enzo Carra (Margherita) parla di «un gesto di grande
responsabilità con cui si denuncia la prevaricazione che la
maggioranza vuol compiere alla vigilia di un voto importantissimo
per il paese e l'Italia». E aggiunge: «Alla Rai c'è uno stato
gravissimo di legittimità. A questo punto è necessaria l'elezione di
un nuovo Cda».
CASO MORRIONE -
Fausto Bertinotti parla di «un nuovo golpe di Berlusconi
contro il pluralismo radiotelevisivo» e aggiunge: «Se fosse
confermato il licenziamento di
Roberto Morrione da RaiNews 24 e la sua sostituzione con
Berti, proveniente da Isoradio e uomo di Bonaiuti, saremmo
letteralmente al bavaglio di qualsiasi voce critica e
all'intimidazione in piena campagna elettorale».
Alfonso Pecorario Scanio dei Verdi definisce le dimissioni
«un atto di coraggio, un allarme lanciato al Paese. Esplode in tutta
la sua gravità l'emergenza informazione in Italia. I presidenti di
Camera e Senato hanno il dovere di intervenire». Per
Marco Rizzo (Pdci) «siamo in piena emergenza democratica sul
fronte della comunicazione».
Antonio Di Pietro esprime solidarietà a Lucia Annunziata,
«per non aver prestato la sua faccia all’ultima trovata del regime
mediatico di Berlusconi che voleva cambiare le strutture
giornalistiche della Rai in funzione del rush finale della tornata
elettorale».
LA MAGGIORANZA - La motivazione con cui Lucia Annunziata ha
giustificato le sue dimissioni «sono semplicemente ridicole», ha
detto il vice premier
Gianfranco Fini per il quale «dire che la Rai è occupata è
dire una sciocchezza». Per altri rappresentanti della maggioranza si
tratta di un gesto propagandistico la maggioranza. Così il
capogruppo di An alla Camera,
Ignazio La Russa: «Le dimissioni mi sembrano una mossa
elettorale». «Si lamenta di un'occupazione dell'azienda che non
c'è», anzi, secondo La Russa «c'è stata una occupazione dei media ad
uso propagandistico da parte di Lucia Annunziata. Un'occupazione che
si conclude come era prevedibile».
Anedda (An) definisce la decisione di Annunziata come
«l'ammissione di un'incapacitá a dirigere un organismo complesso
come la Rai».
Paolo Barelli (Fi), vicepresidente del Senato, dice che
«Accogliamo con viva soddisfazione la notizia delle dimissioni di
Lucia Annunziata dalla presidenza Rai. Una soddisfazione motivata
dal clima di assoluto scontro che la stessa Annunziata ha creato fin
dal suo insediamento a Viale Mazzini con una condotta politica, di
parte, che nulla aveva a che fare con il ruolo di garanzia per il
quale era stata scelta». Sulle dimissioni arriva anche un lapidario
«Meglio tardi che mai» per il capogruppo leghista alla Camera
Alessandro Cè.
(©
Corriere della Sera)
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