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As italianas Simona Pari e Simona Torretta foram libertadas
por seus seqüestradores e entregues ao encarregado de assuntos
italianos, anunciou a cadeia de televisão Al Jazira. |
ROMA: A família
Torretta teve confirmação da chancelaria da libertação no Iraque da
jovem Simona.
O premier italiano Silvio
Berlusconi confirmou a libertação das duas voluntárias seqüestradas em
7 de setembro passado em Bagdá. "É um momento de enorme alegria",
acrescentou o premier.
"As duas jovens estão bem e
esta noite poderão abraçar suas famílias", destacou. "Acabo de ligar
para as famílias para lhes dar a informação", disse o chefe de governo
durante uma roda de imprensa improvisada na sede do Palácio Chigi.
As duas mulheres foram
confiadas a Cruz vermelha Italiana (CRI).
As autoridades italianas
enviarão um avião para trazer de volta Simona Pari e Simona Torretta,
de 29 anos, seqüestradas há exatamente 3 semanas.
Também foram libertados dois
iraquianos, uma mulher e um homem, que tinham sido seqüestrados junto
com as duas italianas.
(© ANSA-EuroSul)
Simona
Pari e Simona Torretta sono finalmente libere
ROMA - Le due volontarie italiane sono
state liberate e consegnate alla Croce Rossa. Sono in viaggio verso
l'Italia, con loro il commissario straordinario della Cri, Maurizio
Scelli.
Simona Torretta (29 anni,
romana) e Simona Pari (29 anni, di Rimini) erano state sequestrate il
7 settembre da un commando armato, che aveva fatto irruzione negli
uffici della Ong ''Un ponte per...'', a Baghdad.
Incappucciate e rilasciate in
tre posti diversi: sono queste le modalita' del rilascio di Simona
Torretta e Simona Pari e Manhaz, la donna irachena che era stata
rapita con loro. Si ipotizza la liberazione anche del quarto ostaggio,
ma per il momento non ci sono conferme.
Potrebbero rientrare gia' in
nottata a Roma. Secondo quanto si e' appreso la diplomazia italiana
sta accelerando le procedure. Una volta a Roma le due giovani saranno
accompagnate nell'ufficio del sostituto procuratore Franco Ionta,
responsabile del pool antiterrorismo di Roma, per essere sentite
nell'ambito dell'inchiesta sul loro sequestro.
''Le ragazze stanno bene''. Lo
ha detto il Presidente del Consiglio Berlusconi, in conferenza stampa
a Palazzo Chigi. ''Stanno entrando all'aeroporto di Baghdad - ha
aggiunto - Sono state consegnate un'ora fa alla Croce Rossa. Una
vicenda terribile che per fortuna si chiude in modo assolutamente
positivo''.
LA SUCCESSIONE DELLE NOTIZIE
Questa la sequenza delle prime notizie
sulla liberazione delle due volontarie italiane.
28/09/2004:
17:36: Con un flash l'Ansa informa che Simona Pari e Simona
Torretta sono state liberate. La notizia della liberazione e'
stata data pochi istanti prima dalla tv satellitare del Qatar al
Jazira con una scritta in sovrimpressione.
Simona Pari e Simona Torretta sono state liberate dai loro
sequestratori e consegnate all'incaricato d'affari italiano,
annuncia l'emittente, ripetendo per tre volte la notizia.
17:45: Laura Torretta, sorella di Simona, riferisce: ''Ci ha
chiamato il prefetto pochi minuti e ci ha detto che ci
richiamera' con una bella notizia''.
17:46: La Ong Intersos rende noto che Manhaz, la donna
irachena sequestrata in Iraq insieme alle due volontarie
italiane, e' stata liberata.
17:52: Al Senato, il presidente Marcello Pera interrompe il
dibattito per dar conto dei flash delle agenzie che, citando
l'emittente araba Al Jazira, riferivano della liberazione delle
due Simone.
17:53: Il vicepresidente della Camera Fabio Mussi annuncia:
''Cari colleghi, vi do una notizia...'', ma non fa in tempo a
terminare la frase che dall'emiciclo parte un applauso unanime
di tutti i deputati in piedi.
17:54: La famiglia Torretta riferisce di aver avuto la
conferma della liberazione di Simona dalla Farnesina.
18:02: Stasera Simona Pari e Simona Torretta abbracceranno i
loro cari: lo rende noto il premier Silvio Berlusconi in una
conferenza stampa in diretta televisiva a palazzo Chigi.
18:03: 'C'e' una persona che voglio ringraziare in
particolare: e' il sottosegretario alla presidenza del Consiglio
Gianni Letta. Credo che sia anche a lui che devono la vita le
due ragazze italiane'', afferma Berlusconi.
17:05: ''Ci sentiamo finalmente sollevati e partecipiamo
tutti insieme alla gioia delle famiglie Torretta e Pari''. Il
presidente della Camera Pier Ferdinando Casini commenta cosi' da
Ginevra la liberazione delle due volontarie italiane.
18:06: Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,
Paolo Bonaiuti conferma che, assieme alle due ragazze italiane,
sono stati liberati anche i due cittadini iracheni coinvolti
nella stesso rapimento.
18:07: Silvio Berlusconi si dice molto soddisfatto della
prova di ''unita''' fornita dal Paese nella vicenda delle due
italiane rapite ed oggi liberate.
18:11: ''Il governo viene subito alla Camera'' a riferire
sulla liberazione delle due Simone'', annuncia, sospendendo la
seduta dell'assemblea di Montecitorio il vice presidente Fabio
Mussi, precisando che a riferire sara' il presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi.
18:13: ''Le ragazze stanno bene'', rende noto Berlusconi
aggiungendo che ''stanno entrando all'aeroporto di Baghdad. Sono
state consegnate un'ora fa alla Croce Rossa''.
18:15: ''E' un momento di grande gioia. Dopo tanti giorni,
tante notti, tante strade percorse e sedici trattative avviate,
che ci hanno tenuto con il fiato sospeso, finalmente la vicenda
si e' conclusa'', dice Berlusconi rivelando di aver ''sentito''
telefonicamente le due ragazze.
(© ANSA)
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CHI
E' SIMONA TORRETTA |
ROMA - Simona Torretta, sequestrata lo
scorso 7 settembre a Baghdad insieme a Simona Pari e due iracheni,
e' nata a Roma il 12 maggio 1975. E' la maggiore di tre sorelle,
orfane di padre.
Diplomata all'Accademia di belle arti della Capitale, frequenta la
facolta' di Antropologia all'universita' La Sapienza di Roma. Simona
Torretta e' la capomissione di ''Un ponte per'', associazione per
cui lavora dal 1996. Ha lavorato, come l'altra Simona, anche per
l'associazione ''Save the children''. E' una ''veterana'' dell'Iraq.
La sua prima volta a Baghdad risale infatti al 1994: e' stato amore
a prima vista con il martoriato Paese mediorientale, allora sotto il
regime di Saddam Hussein. Da quel momento si e' occupata di diversi
progetti per il ''Ponte'' e da 5 anni era praticamente residente a
Baghdad, citta' in cui ha vissuto anche i durissimi giorni della
guerra lo scorso anno. Nella capitale irachena si e' occupata, tra
l'altro, di ricostruire una biblioteca ed ha seguito un progetto per
ripristinare le strutture scolastiche durante il lungo periodo
dell'embargo. Recentemente, anche grazie al suo interessamento, e'
stata mandata a Roma una bambina irachena malata di leucemia,
perche' potesse essere curata al San Camillo.
Gli amici ed i collaboratori la descrivono come ''una donna sicura e
positiva, dal grande carisma, che a Baghdad e' molto rispettata e
che ha con la popolazione locale un ottimo rapporto di fiducia''.
Nonostante la situazione diventata sempre piu' pericolosa, Simona,
nelle sue e-mail prima del sequestro, raccontava di sentirsi al
sicuro nella capitale irachena. |
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CHI
E' SIMONA PARI |
ROMA - Simona Pari, la volontaria di ''Un
ponte per'' sequestrata a Baghdad il 7 settembre scorso, e' nata a
Bologna il 6 giugno del 1975.
Laureata in Filosofia, giornalista pubblicista, ha collaborato con
vari quotidiani e periodici. Per due anni ha lavorato con
l'associazione 'Save the children Italia'', occupandosi dei
programmi internazionali e di traffico di minori. Lo scorso anno e'
stata in Afghanistan e nei Balcani (Kosovo, Albania e Montenegro),
sempre per fare ricerche e monitoraggi. Ha frequentato un master in
Cooperazione allo sviluppo all'universita' La Sapienza di Roma. Il
master prevedeva uno stage sul campo. Per questo ha iniziato la
collaborazione con ''Un ponte per''.
Per conto dell'associazione e' arrivata in Iraq nella primavera del
2003, subito dopo l'inizio della guerra. Li', assieme a Simona
Torretta, si e' occupata di diversi progetti a favore dei bambini
-l'ultimo e' di inizio agosto, la 'Summer School' per 200 piccoli di
Baghdad- ma anche della distribuzione di acqua potabile per le
popolazioni di Falluja e Najaf durante gli assedi degli americani.
Donatella e Alfonso, i genitori divorziati di Simona, ricordano che
''da due anni era sempre in giro per il mondo per aiutare i
bambini''. Cresciuta a Rimini, la vita di provincia le e' stata
sempre stretta. Ha cosi' frequentato l'universita' a Bologna,
studiando all'estero con il progetto Erasmus. Gli amici ed i
compagni di lavoro la descrivono come ''una persona esuberante,
coraggiosa, molto motivata e convinta di quello che stava facendo''.
Nelle sue e-mail inviate nei giorni precedenti al rapimento, Simona
ha descritto una situazione diventata sempre piu' pericolosa e meno
sicura, ma ha espresso la sua intenzione di restare in Iraq per
portare avanti i progetti umanitari che aveva iniziato ed aiutare
chi ha bisogno, specie i bambini. |
(© ANSA)
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