Mandati per Tonna e Del Soldato (ex direttori) Bonici, Bocchi e
Pessina (contabili) e Bianchi e Penca (revisori) e Zini (legale)
MILANO
- Arresti per la vicenda Parmalat sono in corso da parte della
Guardia di Finanza di Bologna e Milano, su ordine della magistratura
di Parma. Otto sarebbero i nuovi ordini di cattura.
SEI ARRESTI
- Le
otto persone sono Fausto Tonna, ex direttore finanziario del gruppo e
considerato la mente delle operazioni, Luciano del Soldato, altro ex
direttore finanziario, Giampolo Zini (Ex consulente legale) Giovanni
Bonici, Gianfranco Bocchi e Claudio Pessina, contabili di Parmalat,
Maurizio Bianchi e Lorenzo Penca, rispettivamente presidente e partner
della società di revisione Grant Thornton spa.
Il fermo di
Bianchi è già
stato eseguito, dice una fonte legale.
Un'altra fonte legale
conferma la notizia dell'ordine di arresto e delle perquisizioni,
dicendo che l'operazione è in corso. L'avvocato dei due contabili
Bocchi e Pessina ha detto che la Guardia di Finanza sta perquisendo
le loro abitazioni e che ha con sé un mandato di arresto.
L'ACCUSA - L'accusa per tutti è quella di associazione per
delinquere finalizzata alla bancarotta e falso in bilancio.
Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi c’è anche Calisto
Tanzi, fondatore ed ex patron del colosso alimentare detenuto
a Milano a San vittore e già destinatario di due provvedimenti uno
da Parma e uno da Milano.
Intanto sempre oggi si è svolto in relazione allo scandalo Parmalat
l'interrogatorio del presidente dell'istututo bancario San Paolo-Imi
Rainer Masera, in qualità di persona informata dei fatti.
ACCERTAMENTI SU OPERATO BANK OF
AMERICA - Intanto sono in corso accertamenti da parte della Procura di
Parma sull'operato della Bank of America in relazione sempre alla
vicenda Parmalat. Lo si apprende da fonti inquirenti. Il sospetto è che
alcuni funzionari dell'istituto americano fossero al corrente, se non
addirittura partecipi, di quanto stava accadendo in Parmalat.
In particolare si stanno
setacciando tutti gli eventuali conti e la corrispondenza tra l'azienda
di Collecchio e l'istituto di credito americano. Le indagini su Bank of
America nascono dalla perquisizione effettuata dagli uomini del nucleo
di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Bologna presso la Dpa
di Collecchio, una società defilata del gruppo Parmalat che secondo gli
inquirenti potrebbe tenere le fila di tutta la liquidità del gruppo.
Presso la Dpa infatti, a seguito dei sequestri di documenti fatti,
risultano depositate le «strutture contabili» di tutte le aziende. Dopo
la perquisizione sono stati portati via dalla Dpa floppy disk, cd rom e
documenti cartacei.
(©
Corriere della Sera)
Parmalat, mandati di cattura
per manager e contabili
Tutti accusati di associazione a delinquere e
bancarotta fraudolenta. Indagini anche sulla
Bank of America
PARMA - Nuova svolta
nell'inchiesta sul crac della Parmalat. La guardia di finanza ha arrestato
otto, (uno è ancora all'estero), fra manager, revisori e consulenti
esterni che hanno lavorato con Calisto Tanzi (al quale è stato recapitato
un altro ordine di custodia in carcere) e che, secondo gli inquirenti,
avrebbero contribuito al fallimento del gruppo di Parma. Per tutti le
accuse sono di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, false
comunicazioni sociali e, a vario titolo, diversi reati societari.
I mandati di cattura riguardano gli
ex direttori finanziari della società Fausto Tonna e Luciano Del Soldato;
Lorenzo Penca e Maurizio Bianchi revisori della Grant Thornton, l'avvocato
Giampaolo Zini il cui studio è stato perquisito e due contabili
dell'azienda, interrogati nei giorni scorsi, Gianfranco Bocchi e Claudio
Pessina, e Giovanni Bonici, direttore Parmalat Venezuela che si trova
all'estero. Un altro mandato di cattura, il terzo, è stato invece
notificato a San Vittore a Calisto Tanzi.
Oltre agli ordini di custodia
cautelare per le persone che secondo gli inquirenti hanno aiutato Tanzi
nella falsificazione di atti e documenti le indagini proseguono anche su
altri fronti. Questa mattina negli uffici della procura è stato
interrogato il presidente di San Paolo Imi Rainer Masera, sentito come
persona informata dei fatti. Masra è stato interrogato dai pm e dagli
investigatori della finanza - in base a quanto e' stato possibile
apprendere - sulla effettiva capacità economica dell'imprenditore Luigi
Antonio Manieri e sui suoi presunti contatti con la banca nell'ipotizzato
tentativo di salvataggio del gruppo Parmalat.
Il nome di Manieri era stato fatto
dallo stesso Calisto Tanzi nel corso del primo interrogatorio a Milano
allorchè aveva sostenuto che era pronto un 'cavaliere bianco' con una
disponibilità di 3,7 miliardi di euro per salvare la Parmalat nei giorni
immediatamente precedenti al crac. Sempre lo stesso Tanzi aveva sostenuto
che il salvataggio sarebbe avvenuto attraverso un'operazione guidata dal
San Paolo Imi.
A Parma e Milano, intanto, stanno
arrivando anche gli ispettori della Sec, l'ente di controllo della Borsa
americana mentre gli avvocati della Bank of America aspettano di parlare
con i magistrati che sospettano compiacenze nella vicenda Parmalat da
parte di alcuni funzionari dell'istituto di credito.
Le indagini su Bank of America
nascono dalla perquisizione effettuata l'altro giorno dagli uomini del
nucleo di polizia tributaria della Gdf di Bologna presso la Dpa di
Collecchio, una società defilata del gruppo Parmalat che secondo gli
inquirenti potrebbe tenere le fila di tutta la liquidità del gruppo.
Presso sempre la Dpa, a seguito dei sequestri di documenti fatti,
risultano depositate le "strutture contabili" di tutte le aziende. Dopo la
perquisizione sono stati portati via dalla Dpa floppy disk, cd rom e
documenti cartacei.
Nel frattempo gli inquirenti e gli
investigatori di Parma stanno avviando le rogatorie internazionali
necessarie a proseguire gli accertamenti su conti e funzionari di istituti
di credito stranieri. Secondo quanto è possibile apprendere, le rogatorie
riguardano banche di Usa e Sudamerica che avrebbero avuto relazioni con
l'azienda di Collecchio. Nel filone milanese delle indagini, invece, i
magistrati stanno interrogando Roberto Ferraris, uno dei direttori
finanziari della Parmalat anch'egli sotto indagine.
Intanto il difensore di Calisto
Tanzi, Fabio Belloni riporta alcune dichiarazioni del suo assistito.
Tanzi, riferisce il legale, "si dice assolutamente convinto che, con una
procedura che blocchi il pagamento degli interessi, la situazione si
potrebbe risolvere". "Anche il suo colloquiare con Bondi - ha aggiunto - è
in funzione del salvataggio dell'azienda: Tanzi chiede che cosa può fare,
quali informazioni può dare".
Secondo
l'avvocato Belloni, inoltre, il presunto aggiotaggio di cui Tanzi è
accusato "non era in funzione di speculare, di gonfiare i titoli per
trarne profitto ma serviva per risolvere i problemi dell'azienda". Il
legale ha aggiunto che Tanzi "è soprattutto abbattuto, preoccupato" per la
sorte delle 36 mila persone che lavorano per Parmalat. "Se questo
tesoretto c'è - ha concluso - ma ritengo che non ci sia, sarà fatto
rientrare nelle casse dell'azienda".
(©
La Repubblica)