In Brasile il rodeo è 'cosa nostra'  |
| Gli
oriundi italiani amministrano gli spettacoli dei cowboy
San Paolo come il Texas; la passione per le gare con
i cavalli selvaggi sta travolgendo il Brasile e lorganizzazione è tutta in mano ai
discendenti dei nostri emigranti. La regione interna dello stato di San Paolo, fino al
Mato Grosso, una zona di grande vastità e di selvaggia bellezza in cui leconomia è
basata sul bestiame, è pervasa, da qualche tempo, da una dilagante passione: i Rodei.
Nemmeno si trovasse in pieno continente nordamericano, questa imponente area sta
adottando, come propria, la cultura country e le sue manifestazioni
folkloristico-spettacolari. Nella città di Presidente Prudene, a circa 500 km dalla
capitale dello stato paulista, si svolge una grandiosa manifestazione che richiama, ogni
anno, oltre centomila persone; il Rodeio dos campeones.
Uno spettacolo con un fatturato di più di 2 milioni di Reais, una vetrina in grado di
rivaleggiare con le analoghe manifestazioni statunitensi e canadesi. Show di ogni genere e
concerti di musica country fanno da cornice ad un vero e proprio evento in cui furoreggia
ogni tipo di gadget ispirato alla vita del mandriano.
Cavalli allevati appositamente per le esibizioni, uniformi da cowboy, vere o per turisti,
si accompagnano alla vendita di ogni oggetto per la casa in stile Far West. Cappelloni
stile Mezzogiorno di Fuoco, cinturoni con fibbie di metallo scintillante e
corna di bue da appendere al muro, sono solamente alcuni degli oggetti che alimentano un
mercato da oltre dieci milioni di dollari.
Ma questa passione carioca per i cavalli selvaggi e per i tori inferociti cresce e si
diffonde sotto legida di organizzatori dalle chiare origini italiane. Se si pensa
che nella città di Presidente Prudente lassessore ai Rodei ( non è uno scherzo!
Esiste davvero.) si chiama Sergio Drenna, da Crotone, non può stupire che uno dei più
celebrati campioni di questa disciplina sia Bruno Denari (in realtà Zennari), nato da
famiglia veneta.
Ma si va ben oltre. Tra i magnati dellorganizzazione, troviamo Giuseppe Filzola, di
discendenza cosentina, industriale del cuoio e Paolo Bertoldi, deputato di Brasilia, la
cui madre, trentina, governa un impero che annovera fattorie, giornali e perfino ununiversità.
Tra gli sponsor di questo singolare circo, figurano, quali colonne portanti, Osvaldinho Di
Cola, che opera nel settore plastico, e Verdeterra Furlanetto, re delle calzature. Non
sono da meno Nilson Vitale, articoli di cuoio, e Lauderio Bottigelli proprietario di un
grande pastificio.
In perfetta sintonia con tale strapotere, si inserisce la figura di Andrè Azavedo, i cui
nonni emigrarono da Cosenza nel 1901, che si occupa di trasmettere gli spettacoli via
Internet, a tutti gli appassionati. (Paolo Avesani, Italiani
nel Mondo) |
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