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Mucca pazza, sospetti su ditta di mangimi

16/01/2001

 

 

   Sotto sequestro l’allevamento da dove proviene l’animale colpito dal morbo. «Nessun problema per i consumatori»

   BRESCIA - Ancora non è stata formulata una ipotesi di reato da parte della Procura di Brescia nell'inchiesta aperta sul presunto caso di mucca pazza. L'ipotesi di reato verrà stabilita, forse lunedì, dal procuratore della Repubblica Giancarlo Tarquini. L'allevamento di Pontevico (Brescia) dal quale proviene l'animale che, se confermato da accertamenti eseguiti nei prossimi giorni, potrebbe rappresentare il primo caso di mucca pazza in Italia, è stato posto sotto sequestro probatorio.

   ANIMALE ITALIANO - È un «monitoraggio a 360 gradi» quello che gli inquirenti - magistratura bresciana e carabinieri dei Nas e del comando di Brescia - stanno facendo sul primo, possibile caso di mucca pazza in Italia. Il lavoro dei carabinieri (una quarantina di uomini) è proseguito per quasi tutta la notte ed è ripreso stamani a Pontevico e a Montichiari, sempre nel bresciano, per verificare, in un’azienda di mangimi bloccata cautelativamente, «le fonti di alimentazione». «Si sta procedendo a monitoraggio e campionatura per verificare la situazione e dare sicurezza ai consumatori» ha detto il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Carmine Adinolfi, che è tornato nelle due aziende insieme con il sostituto procuratore Paolo Savio.

   ACQUA SUL FUOCO - Il pm Paolo Savio, dopo aver coordinato le operazioni di sequestro della cascina Malpensata di Pontevico (Brescia), appartenente alla famiglia Greci, dove sono allevati 190 capi - e da dove proviene la mucca colpita da sospetta Bse - getta acqua sul fuoco e spiega che ancora «bisogna capire che cosa è successo». Il magistrato spiega che l'animale sospetto «è italiano, nato e allevato nell'azienda» ma insiste nel dire che non vi sono problemi per i consumatori.

   IN INGHILTERRA - Intanto il governo britannico ha disposto nuovi test per stabilire se i consumatori corrano il rischio di essere contagiati dalla malattia della mucca pazza bevendo del latte. Lo ha annunciato l'agenzia dei controlli alimentari. (Corriere della Sera)

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