La tradizionale indagine annuale del Sole-24 Ore sulla qualità della vita
delle province italiane assegna al capoluogo valtellinese la palma di città "più
vivibile". In coda Foggia. Migliorano Milano e Roma.Dossier a cura di Rossella Cadeo,
Roberto Del Giudice, Carlo VaghiPochi abitanti,
al Nord e di montagna: vista da lontano così si presenta Sondrio, la regina 2002 della
13a edizione della Qualità della vita, l'indagine annuale sulla vivibilità nelle
province italiane realizzata dal Sole 24 Ore del lunedì.
La prima. Vista da vicino,
questi sono i principali elementi che emergono dalla foto della vincitrice (peraltro già
sul podio nel 1996 e seconda lo scorso anno): il buon quadro ambientale e dei servizi
(elevato il voto di Legambiente e bassissima la percentuale di residenti costretti a
"emigrare" per ricevere cure ospedaliere, a fronte comun-que della pessima
dotazione infrastrutturale), l'alto grado di sicurezza (scarsa l'incidenza di rapine,
furti d'auto e microcriminalità), soddisfacente la performance imprenditoriale e
occupazionale (disoccupati al 3%, meno di 19 processi arretratiogni mille abitanti). Più
sfumati icolori del successo nelle altre areetematiche dell'indagine, la demografia, il
tenore di vita e il tempo libero.
L'ultima. All'estremità opposta
c'è quest'anno una pugliese, Foggia: a penalizzarla soprattutto gli indicatori relativi
al tenore di vita, ai servizi e al tempo libero. Qualche esempio: poco più di 10mila À
il reddito disponibile pro capite (è la metà dei primi in questa classifica, i
bolognesi), disoccupati oltre al 15%, solo 58 nuovi inserimenti anagrafici ogni cento
cancellazioni, pochi i tesserati Coni e i biglietti per il cinema.
Le "montane". Ma al
di là dei singoli parametri che mettono sul podio Sondrio e spingono in fondo Foggia,
altri trend emergono dall'indagine. Ad esempio il buon piazzamento delle province montane.
Dopo Sondrio ci sono infatti Bolzano (prima nel 2001 e nel 1995), Trento ed Aosta:
nonostante la collocazione appartata si qualificano quindi come realtà in grado di
garantire una buona vivibilità aipropri abitanti.
Puglia e Nord-Sud. Altro fenomeno
che risalta dalla lettura dei dati, è l'arretramento delle province pugliesi: salvo Lecce
che sale di dodici gradini, tutte perdono smalto, condividendo la parte finale della
classifica con le siciliane (che, eccetto Palermo ed Enna, scendono di qualche posizione).
Peraltro anche quest'anno l'indagine evidenzia l'usuale divario Nord-Sud: per incontrare
la prima provincia meridionale bisogna scendere al 40° posto dove c'è l'Aquila, seguita
al 46° da Crotone e Pescara (entrambe in miglioramento). Ultima invece fra le province
settentrionali è Asti al 77° posto.
L'Emilia-Romagna e le metropoli.
Quest'anno spicca il caso Emilia-Romagna: tutte le province (salvo Forlì e Modena) sono
in arretramento. Un risultato negativo un po' inatteso, che viene dopo un triennio
'98-2000 di vittorie (nell'ordine: Piacenza, Parma e Bologna).
Interessante anche la performance di Milano, che
si colloca nelle prime dieci, e di Roma, che scala ben quattordici posizioni e sale al
21° posto. Meno bene le altre due grandi, Torino scende nella seconda parte della
classifica al 63° posto (già risentendo forse della crisi Fiat) e Napoli che finisce
all'83°. Le grandi città sono
avvantaggiate nelle graduatorie sul benessere e sulle opportunità culturali e di svago
(salvo Napoli), si collocano in posizione intermedia in quella del business (ma Milano è
al 22° posto) e nell'area servizi e ambiente (Roma, la migliore, è quindicesima). Tutte
sono penalizzate dagli indicatori demografici e da quelli relativi alla criminalità
(anche se Napoli, per il positivo piazzamento riguardo ai furti in casa, ai minori
denunciati e al trend dei reati nel quinquennio, è tra le quattro quella che ottiene il
miglior piazzamento nella classifica dell'ordine pubblico).
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