«Siamo tre milioni contro la guerra» Gli
organizzatori: a Roma la più grande manifestazione pacifista mai avvenuta in Italia. La
Questura: 650 mila i partecipanti
ROMA
- Centinaia di migliaia di persone,
secondo gli organizzatori
tre milioni, hanno invaso le strade del centro di Roma con le bandiere arcobaleno
della pace, in una grande manifestazione accompagnata da musica per dire
no alla guerra all'Iraq
"senza se e senza ma".
LA PIU' GRANDE
-
"Siamo oltre tre milioni,
è
la più
grande manifestazione pacifista mai avvenuta in Italia", ha detto nel pomeriggio
un'organizzatrice del Forum sociale europeo, Andreina Albano, mentre fiumane di gente
convergevano verso piazza san Giovanni, dove diversi oratori si alternano su un palco per
esporre le ragioni contrarie al conflitto contro il regime di Saddam Hussein.
La questura sostiene
che troppi manifestanti hanno sfilato fuori dall'alveo del corteo principale e che è
quindi difficile fornire una cifra, ma stima comunque che i partecipanti siano stati 650
mila.
IL PERCORSO - Lungo una decina di chilometri, il percorso
concordato non è riuscito a contenere tutti i partecipanti che hanno invaso in decine di
rivoli il centro della capitale. La testa ufficiale del corteo è partita poco prima di
mezzogiorno in viale Aventino dietro lo striscione che dice:
"No alla guerra senza se e senza ma.
Fermiamo la guerra all'Iraq".
I TRENI
- Tante le famiglie con bambini che hanno sfilato oggi per le vie di Roma, molti i
militanti di gruppi cattolici di base. "Era da tanto che volevo venire, la guerra è
la cosa più brutta", dice Veronica, otto anni, venuta da Perugia, che cammina
tenendo per mano altri tre bambini. "Tantissime sono anche le persone che hanno
aderito individualmente.
Famiglie, condomini interi, centinaia di gruppi di cittadini di
ogni provincia d'Italia che ci danno il senso di come l'opposizione alla guerra
all'Iraq rispecchi un sentire diffuso e generale nel paese", aggiunge la Albano del
Forum sociale europeo. Sul fronte della sicurezza, la Questura di Roma ha fatto sapere che
sono mobilitati oltre 5.000 agenti attorno ad una manifestazione che si sta svolgendo
senza incidenti.
A
Roma sono arrivati, dicono gli organizzatori, almeno 27 treni speciali e migliaia di
pullman da tutt'Italia, oltre a coloro che hanno viaggiato fin da ieri notte con
mezzi propri. I manifestanti hanno sfilano accanto al Campidoglio, toccato piazza Venezia,
via Nazionale, piazza della Repubblica, Santa Maria Maggiore, via Merulana, e raggiunto
infine san Giovanni, approdo tradizionale delle grandi manifestazioni a Roma e anche sede
del mega-concerto del Primo Maggio.

D'ALEMA - «La vergogna di questa giornata
per la Rai è indimenticabile».
Così Massimo D'Alema mentre sfila nel serpentone
pacifista che attraversa Roma commenta la decisione dell'ente radio televisivo pubblico di
non trasmettere la diretta della manifestazione. «Il fatto che quel moncherino di
consiglio di amministrazione - osserva il presidente dei Ds - si sia impegnato a litigare
sulla
D'Eusanio,
mentre il mondo è sull'orlo della guerra non è un problema di destra o di sinistra ma di
un'azienda che ha
perso i contatti con il mondo».
FINI -
«Dopo le manifestazioni la pace non è purtroppo più vicina. Anzi». Questo il
commento del vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini sul corteo pacifista di Roma.
«L'antiamericanismo ideologico e il pacifismo totalitario, ad ogni costo, compresa
l'ignavia di fronte al terrorismo - aggiunge Fini - certo riempiono le piazze di
arcobaleni e bandiere rosse, ma ancor più certamente
non indurranno Saddam a disarmare».
(© Corriere della Sera)