di Enrico Deregibus
SANREMO (CNN) -- Eccoci di nuovo: dal 4 all'8 marzo ritorna il Festival di
Sanremo, cinquantatreesima edizione. Pippo Baudo veglia amoroso sulla sua creatura e ogni
anno cambia qualcosa per non cambiare nulla.
La sociologia non è ancora riuscita a
spiegare in modo convincente il perché, ma il dato è inconfutabile: quando c'è Sanremo
l'Italia, o comunque una fetta consistente di essa, si ferma, guarda e forse ascolta
anche.
Quest'anno si ritroverà come sempre, tra una
valletta e l'altra, con una sfilata di cantanti scelti con il bilancino. Un po' di
giovani, un po' di rock, un po' di cantautori e poi nazional-popolari in abbondanza,
quelli che spopolano ogni estate nelle sagre paesane. L'unica differenza è che quelli che
vanno a Sanremo possono chiedere cachet più alti.
Ad esempio si potrà ascoltare la voce
increspata di Fausto Leali che in "Eri tu che" rimpiange un amore finito, e
l'accoppiata Bobby Solo e Little Tony che proverà a parlare di amicizia e di Peter Pan
incanutiti con "Non si cresce mai".
Le "ragazze di Sanremo"
Poi ci saranno ragazze o ex ragazze che pare
compaiano solo in occasione del Festival. A parte Lisa (con "Oceano"), che
nessuno ha capito cosa ci faccia in mezzo ai big, comparirà Anna Oxa promettendo
"Cambierò", ma il pubblico pare più interessato a vedere con che abiti e con
che pettinatura lo canterà.
Silvia Salemi ci spiegherà cosa succede
"Nel cuore delle donne", Syria indagherà sul tema sanremese per eccellenza in
"L'amore è" (scritto da Jovanotti), Anna Tatangelo, la ragazzina che l'anno
scorso vinse tra i giovani, si cimenterà con "Volere volare", a cui è stato
cambiato il titolo all'ultimo momento per rispetto a Modugno.
Si tratta di un duetto, lui è Federico
Stragà, una delle voci più interessanti in circolazione, costretto a confrontarsi con un
brano di scarsissimo spessore. E poi c'è il ritorno di Iva Zanicchi con "Fossi un
tango", un pezzo che si annuncia di classe e suggestioni.
I "Sanremo-dipendenti"
Ma anche tra i signori non mancano i
Sanremo-dipendenti. Prendiamo Amedeo Minghi con "Sarà una canzone" o Luca
Barbarossa con "Fortuna": pare che la loro preoccupazione principale sia stata
quella di riprodurre esattamente se stessi. Alex Britti ha venduto dischi anche senza
andare a Sanremo, però nel dubbio ci tornerà portando "7.000 caffè", un brano
in cui cerca la sua amata e, non trovatala, si rifugia in solitaria consolazione.
Tornando alle signore, avremo due grandi voci,
che normalmente viaggiano distanti dalla musica più leggera ma che stavolta riproveranno
a intercettare il pubblico più vasto: Antonella Ruggiero con "Di un amore" e
Giuni Russo con "Morirò d'amore", tra i cui autori compare anche Franco
Battiato.
Il battito del rock
Se i rockettari quest'anno saranno
rappresentati soltanto dai Negrita di "Tonight", i frequentatori di discoteche
avranno addirittura due portabandiera: l'Alexia di "Per dire di no", che però
è un pezzo lento con la vocalità in primo piano, e gli Eiffel 65 per la prima volta alle
prese con la lingua madre. Di solito cantano in inglese e vendono dischi a profusione sul
mercato internazionale.
Dai cantautori la sorpresa?
E poi non manca mai a Sanremo un po' di
cantautorato vario: a questa categoria va ormai iscritto Nino D'Angelo che quest'anno
parlerà di camorra in "A storia 'e nisciuno". Andrea Mirò ed Enrico Ruggeri
metteranno in scena un colloquio tra un boia e un condannato, il cui titolo "Nessuno
tocchi Caino" è il nome dell'associazione contro la pena di morte, Cristiano De
Andrè parlerà di pace in "Un giorno nuovo".
E infine Sergio Cammariere (vedi
intervista), la sorpresa del 2002, che cercherà di ampliare ulteriormente il suo
pubblico fedele con "Tutto quello che un uomo", un pezzo che si colloca tra la
lezione degli chansonnier francesi e il jazz.
(© CNNItalia.it)
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