| SANREMO - ''Quello che sto
facendo in queste sere lo sognavo da quando ho visto Whitney Houston cantare a Sanremo
'All at Once'. Ho messo a segno un altro pezzettino del mio puzzle'': Alexia, dopo il
successo dello scorso anno con 'Dimmi come', e' molto felice di essere tornata all'Ariston
con 'Per dire di no', un ''pezzo emozionante con cui mi esprimo molto'', dice.
Una ballata soul
che ha poco a che vedere con il ballabilissimo 'Dimmi come', che gia' aveva segnato una
svolta nel suo percorso musicale dopo tante hit in inglese. Ma Alexia ama le sfide. ''Dopo
Sanremo dovevo dimostrare di essere un'artista che si e' fatta nel tempo, e che vivo al di
la' di certe cose come le performance in televisione. Ho subito ripreso a scrivere. Mi
chiesero di tornare a Sanremo, ma non ero convinta. Poi sono nati tanti bei pezzi, molti
in inglese.
Quando ho fatto
fare il cd per la commissione artistica del Festival, il mio produttore alla Sony mi ha
detto 'mettici anche il lento'. Io ero convinta che non l'avrebbero mai scelto, e invece
e' stato cosi'. A quel punto la mia casa discografica mi ha detto: 'hai sconvolto i nostri
piani, ora gioca le tue carte''. E sembra che se le stia giocando proprio bene, visto che
il brano ha messo d'accordo sia la giuria Demoscopica sia la giuria Specializzata, ed e'
primo nella classifica provvisoria.
Oltre a farle
ricevere i complimenti di Giorgio Faletti: ''Mi ha detto che dovrebbero dare il mio nome a
un uragano'', rivela. E aggiunge: ''Mi mancava il fatto di trovarmi con un brano di questo
tipo davanti al pubblico indagatore del Festival. La prima sera ero terrorizzata. Pensavo
'e se non mi applaudono che faccio?'. Invece e' scattato qualcosa ed e' andato tutto
liscio come l'olio''. Ma come ti concentri prima di cantare? ''Prego - risponde - Sono
molto cattolica.
Quando canto mi
libero e mi sembra di parlare con Lui''. Un approccio che la rende anche piu' forte
rispetto all'ansia della competizione: ''Con quello che sta succedendo nel mondo sento che
esistono cose molto peggiori della gara sanremese. Bisogna sempre dare il giusto peso alle
cose''. Comunque Sanremo per Alexia e' importante, non e' solo un evento televisivo:
''Sono orgogliosa di parteciparvi, qui si respira la musica. Io lo vivo a 360 gradi.
Per me, come
musicista, e' un piccolo riscontro degli anni che ho studiato, delle umiliazioni, delle
difficolta'''. Tra le canzoni in gara preferisce Cammariere, Oxa (''piu' pacata e
raffinata che in passato'') e Alex Britti ('ha un brano furbo, di grande impatto. Mi
piacerebbe fare un disco con lui''). Tra i giovani apprezza Maria Pia e i Superzoo
(''intrigante, fara' strada'') e Alina: ''Un piccolo mostro, mi ha impressionato, sul
palco sembra un'adulta.
La paragono ai
bambini prodigio americani''. Anche se condivide le critiche alla poca originalita' dei
brani presentati dai Giovani: ''Sono carini ma gia' sentiti.Quando si e' cosi' giovani e'
difficile proporre qualcosa di innovativo, manca l'esperienza, la consapevolezza di cosa
si e' e di cosa si vuole. Io ci ho messo tantissimo, piu' di 10 anni''.
Sul calo di ascolti
del Festival commenta: ''Ognuno cerca di fare il proprio lavoro. Oggi tocca a me, domani a
un altro. L'importante e' impegnarsi al massimo, poi i risultati arrivano''. Infine un
appello ai giovani sulla pirateria: ''Lo dico a chi vuole fare questo mestiere: 'con la
pirateria e il calo del mercato discografico non ci sara' piu' la possibilita' di produrre
e scoprire nuovi artisti. E tutto finira'. QUindi, se sognate di fare una band, di suonare
o cantare, cominciate a pensarci da giovani''. (07/03/2003 23:32)
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