Alessandro Bassi, 42 anni, sposato con due figli,
segretario dell'ex direttore Del Soldato, non era indagato
MILANO
- Si è ucciso gettandosi da un ponte un ex funzionario amministrativo
addetto alla contabilità della Parmalat. Alessandro Bassi, uno dei
collaboratori degli ex direttori finanziari Fausto Tonna e Luciano Del
Soldato, si è suicidato questo pomeriggio gettandosi da un ponte sul fiume
Ceno, in località Rubiano, tra Fornovo e Solignano, nella campagna di
Parma. Aveva 42 anni, abitava a Parma dove viveva con la moglie e due
figli.
Secondo una prima ricostruzione, Bassi è andato sul luogo del suicidio a
bordo della sua auto, una Fiat Marea, lasciando sulla vettura i suoi
documenti. Quindi, si è lanciato nel vuoto da un'altezza di circa 20 metri
cadendo al suolo sul greto del fiume. In base a un primo esame del
cadavere, Bassi si è suicidato intorno alle ore 14. Circa due ore dopo, un
passante ha notato l'auto parcheggiata sul ciglio della strada nei pressi
del ponte e ha chiamato i carabinieri.
Sul luogo sono intervenuti i mezzi di soccorso che hanno recuperato il
corpo e lo hanno portato all'obitorio dell'ospedale di Parma. Oltre alle
forze dell'ordine, si sono recati anche alcuni familiari. Gli inquirenti
stanno ascoltando i parenti e stanno ispezionando l'auto alla ricerca di
eventuali messaggi.
Alessandro Bassi lavorava a Collecchio da una decina d'anni. In tempi
recenti aveva svolto la funzione di segretario dell'ultimo direttore
finanziario di Parmalat Luciano Del Soldato, succeduto a Fausto Tonna.
L'uomo era stato sentito dal pubblico ministero di Parma Antonella
Ioffredi lo scorso 20 gennaio come testimone nell'ambito dell'inchiesta
sul crac dell'azienda di Collecchio. Gli inquirenti riferiscono che non
era indagato, ma era stato soltanto ascoltato come persona informata dei
fatti. "Era sconvolto e molto preoccupato" per la situazione dell'azienda
ha detto, tra le lacrime, una persona vicina alla famiglia che ha risposto
al telefono dell'abitazione di Alessandro Bassi a Parma.
I due magistrati che indagano sul caso Parmalat si dicono "sconcertati"
del suicidio di Bassi. Lo avevano sentito tre giorni fa, certo. Ma, almeno
da un punto di vista delle indagini, aggiungono, "non c'era assolutamente
nessuna ragione per un gesto del genere".
"Un suicidio inspiegabile" commenta Giovanni Ponti, che con il professor
Oreste Dominioni difende Fausto Tonna. Dai lunghi interrogatori resi da
Tonna ai magistrati di Parma e di Milano, afferma l'avvocato "non è mai
emersa la figura di questa persona". Anche per Ponti la "coincidenza" con
l'indagine in corso "c'è, non si può negare". Eppure, ipotizza il legale
"potrebbe anche esserci altra spiegazione a questo gesto che per noi resta
inspiegabile".
In una nota diffusa da Collecchio si legge: "Il Commissario straordinario
di Parmalat, i suoi collaboratori e tutti i dipendenti del gruppo hanno
appreso con dolore la tragica scomparsa di Alessandro Bassi, da lungo
tempo funzionario dell'azienda. Sono vicini alla famiglia, alla quale
esprimono il loro profondo cordoglio".
(© La Repubblica)