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Parmalat: collaboratore di Tonna si uccide gettandosi da un ponte

23/01/2004

Fausto Tonna

Alessandro Bassi, 42 anni, sposato con due figli, segretario dell'ex direttore Del Soldato, non era indagato

   MILANO - Si è ucciso gettandosi da un ponte un ex funzionario amministrativo addetto alla contabilità della Parmalat. Alessandro Bassi, uno dei collaboratori degli ex direttori finanziari Fausto Tonna e Luciano Del Soldato, si è suicidato questo pomeriggio gettandosi da un ponte sul fiume Ceno, in località Rubiano, tra Fornovo e Solignano, nella campagna di Parma. Aveva 42 anni, abitava a Parma dove viveva con la moglie e due figli.

   Secondo una prima ricostruzione, Bassi è andato sul luogo del suicidio a bordo della sua auto, una Fiat Marea, lasciando sulla vettura i suoi documenti. Quindi, si è lanciato nel vuoto da un'altezza di circa 20 metri cadendo al suolo sul greto del fiume. In base a un primo esame del cadavere, Bassi si è suicidato intorno alle ore 14. Circa due ore dopo, un passante ha notato l'auto parcheggiata sul ciglio della strada nei pressi del ponte e ha chiamato i carabinieri.

   Sul luogo sono intervenuti i mezzi di soccorso che hanno recuperato il corpo e lo hanno portato all'obitorio dell'ospedale di Parma. Oltre alle forze dell'ordine, si sono recati anche alcuni familiari. Gli inquirenti stanno ascoltando i parenti e stanno ispezionando l'auto alla ricerca di eventuali messaggi.

   Alessandro Bassi lavorava a Collecchio da una decina d'anni. In tempi recenti aveva svolto la funzione di segretario dell'ultimo direttore finanziario di Parmalat Luciano Del Soldato, succeduto a Fausto Tonna. L'uomo era stato sentito dal pubblico ministero di Parma Antonella Ioffredi lo scorso 20 gennaio come testimone nell'ambito dell'inchiesta sul crac dell'azienda di Collecchio. Gli inquirenti riferiscono che non era indagato, ma era stato soltanto ascoltato come persona informata dei fatti. "Era sconvolto e molto preoccupato" per la situazione dell'azienda ha detto, tra le lacrime, una persona vicina alla famiglia che ha risposto al telefono dell'abitazione di Alessandro Bassi a Parma.

   I due magistrati che indagano sul caso Parmalat si dicono "sconcertati" del suicidio di Bassi. Lo avevano sentito tre giorni fa, certo. Ma, almeno da un punto di vista delle indagini, aggiungono, "non c'era assolutamente nessuna ragione per un gesto del genere".

   "Un suicidio inspiegabile" commenta Giovanni Ponti, che con il professor Oreste Dominioni difende Fausto Tonna. Dai lunghi interrogatori resi da Tonna ai magistrati di Parma e di Milano, afferma l'avvocato "non è mai emersa la figura di questa persona". Anche per Ponti la "coincidenza" con l'indagine in corso "c'è, non si può negare". Eppure, ipotizza il legale "potrebbe anche esserci altra spiegazione a questo gesto che per noi resta inspiegabile".

   In una nota diffusa da Collecchio si legge: "Il Commissario straordinario di Parmalat, i suoi collaboratori e tutti i dipendenti del gruppo hanno appreso con dolore la tragica scomparsa di Alessandro Bassi, da lungo tempo funzionario dell'azienda. Sono vicini alla famiglia, alla quale esprimono il loro profondo cordoglio".

(© La Repubblica) 

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