Un neonato muore nel napoletano.
Milano: emergenza clochard
ROMA - Ancora un
neonato morto per il freddo e l'incuria in un campo nomadi. E ancora una
volta in Campania. Domenica scorsa era stata Giada, 24 giorni, a non
superare il gelo della notte di Scafati, in provincia di Salerno. Ieri è
toccato a un bimbo di appena 19 giorni, che viveva con la famiglia in un
accampamento di Giugliano, nel napoletano. Anche nel suo caso la corsa
in ospedale è stata inutile: è stato stroncato - dicono i medici - da
una bronchite non curata, aggravata dalle pessime condizioni igieniche e
ambientali in cui ha trascorso i primi giorni di vita. Sulla sua morte è
già scoppiata la polemica: "È una tragedia annunciata. Bisogna fare
qualcosa a in fretta", accusa Mimmo Di Gennaro, dell'Opera nomadi di
Napoli. "Da tempo stiamo lavorando per dare una sistemazione degna ai
rom che vivono a Giugliano. Ma certamente non potremo dare ospitalità a
tutte le 600 persone attualmente presenti", replica il sindaco della
città Francesco Taglialatela.
La preoccupazione è forte. Anche
perché il maltempo degli ultimi giorni minaccia soprattutto chi vive in
condizioni precarie. A Milano è infatti emergenza per i clochard: "Ci
sono stati casi di malori e principi di assideramento, soprattutto tra
donne e anziani", denunciano le associazioni che assistono i senzatetto
meneghini. "I posti letto a disposizione nei dormitori milanesi sono
solo 1.100 mentre i senza casa sono 4-5 mila. C'è il rischio che
quest'anno, nonostante gli sforzi di istituzioni e volontariato,
qualcuno di loro non ce la faccia".
Il peggio, fra l'altro, deve
ancora venire. L'aumento delle temperature di ieri - in particolare al
Centro-Sud - è stato infatti solo una tregua. Brevissima. Da oggi il
termometro riprenderà a scendere. Al Centro e al Nord ci saranno sei o
sette gradi in meno rispetto a ieri, spiega il meteorologo Paolo Ernani:
"Ma il giorno più freddo sarà domani quando le temperature toccheranno
forse il record minimo. Nel Nord si arriverà sotto lo zero e,
addirittura, nelle zone alpine si potranno registrare i meno 40 gradi".
Da venerdì, poi, il gelo si sposterà verso il Sud e l'Adriatico mentre
sul versante tirrenico ci sarà un lieve miglioramento dovuto ai venti
più miti provenienti da Nord-Ovest. Ma un vero cambiamento climatico non
è previsto prima dell'inizio della prossima settimana.
Nelle regioni settentrionali
anche ieri è stata una giornata dura. La neve caduta abbondantemente
nella notte sull'Emilia-Romagna ha creato molti problemi alla
circolazione. Per liberare le strade di Bologna e della provincia sono
stati messi in funzione 164 mezzi spazzaneve e 44 spargisale. I valichi
dell'Autosole e della Parma-La Spezia sono percorribili, ma si
consigliano le catene a bordo. Nella zona, il ghiaccio sull'asfalto ha
moltiplicato gli incidenti stradali. Più a Nord le temperature sono
rimaste rigide: in Valtellina si sono registrati meno 22 gradi a
Livigno, meno 20 a Santa Caterina Valfurva e meno 13 a Bormio. Ancora
problematici, infine, i collegamenti con le isole della Sicilia: da ieri
Pantelleria - a causa del mare grosso - è nuovamente irraggiungibile.
(© La Repubblica)