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Ex-presidente do Grupo Cirio é preso em Roma

12/02/2004

Infophoto

Sergio Cragnotti
 

Milão - Sergio Cragnotti, ex-chairman do grupo concordatário italiano Cirio Finanziaria SpA, foi detido em Roma, informou sua advogada Giulia Bongiorno à agência de notícias italiana MF-DJ. Bongiorno disse não ter visto os detalhes da ordem de prisão. O Cirio, que no Brasil controla a Bombril, não pagou bônus no valor de mais de 1 bilhão de euros no fim de 2002, pediu concordata e está sob investigação na Itália.

   Os promotores em Roma estão investigando 45 pessoas, incluindo Cragnotti, sua mulher, dois filhos e genro por possível fraude e concordata fraudulenta. Os promotores italianos podem pedir a detenção de pessoas se acreditarem que as mesmas podem ocultar provas ou fugir. Cragnotti disse ao semanário italiano Panorama, no fim de janeiro, que o colapso do grupo não foi causado por fraude, mas por uma crise de liquidez quando os bancos credores cortaram o financiamento da empresa.

   O colapso do Cirio deixou cerca de 30 mil investidores de varejo italianos com bônus sem qualquer valor e lev ou investidores e políticos a acusarem bancos de terem vendido os bônus para tirar a dívida do grupo de seus balanços. Os bancos alegam que não sabiam que o Cirio estava em dificuldades financeiras. Algumas instituições estão agora oferecendo compensaçõe s aos investidores que perderam dinheiro com os bônus da empresa. Grandes bancos italianos foram citados nas investigações.

   O chairman do Capitalia SpA, Cesare Geronzi, está sendo investigado por possível cumplicidade na suposta fraude que levou à concor data do Cirio. Os investigadores de Roma têm mandados de busca na residência de Geronzi. Os administradores apontados pelos tribunais que estão vendendo os ativos do Cirio estão aceitando ofertas até o próximo dia 16. As informações são da agência Dow Jones.

(© estadao.com.br) 


Polícia italiana prende ex-presidente da Lazio

da Folha Online

   O ex-presidente da Lazio, clube da primeira divisão do futebol italiano, Sergio Cragnotti, 64, foi preso nesta quarta-feira em sua casa, em Acquaviva di Montepulciano (Itália), sob acusação de falência fraudulenta de sua empresa de produtos alimentícios, a Cirio.

   Cragnotti foi conduzido a um prisão em Roma, onde será interrogado pelas autoridades nesta quinta-feira

   Ao analisar o processo, o juiz Andrea Vardaro concluiu que o empresário era "ponto de referência em operações financeiras de caráter duvidoso".

   Segundo o juiz, a falência da Cirio "não foi o resultado de decisões financeiras erradas feitas por seus administradores, e sim operações de desvio premeditadas que tentavam dar benefícios ilícitos a Sergio Cragnotti ou a outros grupos vinculados a Cirio".

   Além da Lazio, a Cirio já teve ligações com times de futebol no Brasil --patrocinou o São Paulo e até o ano passado controlava a Bombril, patrocinadora do Santos. (Com agências internacionais)

(© Folha Online)

Cirio, ecco chi e' Sergio Cragnotti
''Ho passato vent'anni della mia vita in Brasile e ho una mentalita' internazionale''. L'ex patron del gruppo agroalimentare, un'acrobata finanziario, ha legato il suo nome ad alcune delle piu' grandi aziende industriali

   Roma (Adnkronos) - Vent'anni vissuti pericolosamente. Con l'arresto di oggi si chiude l'avventura di Sergio Cragnotti, finanziere, abile e spregiudicato, che Enrico Cuccia arrivo' a definire addirittura ''la fattucchiera''. Forse proprio per la sua capacita' di fiutare le tempeste nell'aria e di tenersene ben al riparo: dalla bufera che ha investito Raul Gardini ai marosi degli anni di Tangentopoli; forse per la sua capacita' di condurre in porto operazioni a dir poco ardite e spericolate. L'uomo che per oltre 20 anni e' stato sulla scena della finanza italiana e ha legato il suo nome ad alcuni dei piu' grandi gruppi industriali nasce a Roma il 9 gennaio del '40.

   Frequenta gli studi di ragioneria e proprio come esperto contabile inizia la sua carriera in una ditta di costruzioni in provincia di Frosinone e successivamente si laurea in economia e commercio. A trenta anni, parte per il Brasile dove conosce Serafino Ferruzzi che gli affida la direzione delle sue attivita' nel Paese sudamericano. Qui, dove fa anche l'altro incontro-chiave della sua carriera cioe' quello con Raul Gardini, Cragnotti consolida, anno dopo anno, la sua posizione di abile uomo d'affari. Nel 1986 diventa amministratore delegato della Ferruzzi Agricola Finanziaria. La lunga e decisiva parentesi brasiliana si chiude nel 1998. Cragnotti torna in Italia richiamato da Ferruzzi il quale gli affida nuovi incarichi di rilievo quale riconoscimento delle sue qualita' manageriali.

   Cragnotti approda a Foro Bonaparte, tempio storico della finanza italiana. Viene nominato vicepresidente del gruppo Montedison nel 1988 e realizza alcuni grossi colpi finanziari, come la vendita della Standa a Silvio Berlusconi e la ristrutturazione della Sir. L'anno successivo, Raul Gardini lo nomina amministratore delegato dell'Enimont, il nuovo colosso della chimica nazionale. E Cragnotti combatte la battaglia per il controllo del nuovo polo chimico fino a guidarlo, in solitario, dal '90 fino al suo epilogo, dopo le dimissioni del presidente Lorenzo Necci. Una scalata che sembra inarrestabile. ''Ho passato quasi vent'anni della mia vita in Brasile e ho una mentalita' internazionale, non sono provinciale come altri'', dira' piu' tardi di se stesso quasi a svelare il segreto del successo.

   Nel '91, nasce a Londra la Cragnotti&Partners Capital Investiment. Cragnotti ne diviene presidente ed azionista e si trova cosi' a guidare una banca d'affari che e', al tempo stesso, un crocevia di alleanze e un grosso gruppo industriale. La societa' si concentra soprattutto nel campo dell'agroalimentare, dopo la privatizzazione della Sme. Cio' da' il via alla fondazione del Gruppo Cirio, associato con il marchio De Rica, che nel corso degli anni acquistera' altri gruppi, come il Del Monte nel 2001, Bertolli e la Centrale del latte. Agroalimentare ma non solo. L'acrobata delle finanza ha nel suo carniere anche altri marchi notissimi nel settore dell'alimentazione come Ala e Polenghi. Agroalimentare ma non solo. La C&P fa acquisti anche in Brasile dove compra la Bombril, azienda di detergenti.

   Le manovre di Cragnotti finiscono sotto la lente dell'Antitrust proprio per l'operazione della Centrale del latte. Ma sembra solo un piccolo 'disturbo' raffrontato alle accuse di bancarotta fraudolenta mosse nel '99 dalla Ross Immobiliare, o le accuse di insider trading della Consob canadese per la vendita della Lawson Murdon. E da bravo funambolo qual e' Cragnotti riesce ad uscire indenne anche dalla vicenda delle tangenti Enimont per aver accettato di parlare, confessando di aver versato 10 miliardi al Caf per conto di Raul Gardini. Ma non sono mancate altre vicende scomode, come la maxi-multa inflittagli dalla Consob brasiliana per irregolarita' legate alla Bombril.

   In tutto questo, Cragnotti vive anche un'altra passione, quella per la Lazio. Nel 1992 comincia un'altra grande avventura. Cragnotti diventa presidente della societa' sportiva Lazio. E per la squadra cominciano gli anni d'oro. Cragnotti diventa protagonista del calcio mercato mettendo a segno, con investimenti da capogiro, colpi grossi da far invidia alle regine finora incontrastate del calcio italiano, dalla Juve al Milan. Con lui vestono la maglia biancoazzurra fuoriclasse, solo per citarne alcuni, come Nevdev, Crespo e Veron. A guidare la Lazio, Cragnotti chiama Sven Goran Eriksson, che porta la squadra a coronare grandi successi: la coppa Italia, lo scudetto del 2000, la supercoppa europea. E Cragnotti coniuga calcio e finanza, facendo approdare la Lazio, prima squadra in Italia, in Borsa. Un 'matrimonio' simboleggiato dalla famosa foto dove erano schierati i giocatori della Lazio con tanto di doppiopetto e bombetta.  

   Anni di successi. Ma, subentrano intanto anche i debiti, non sanabili con la vendita dei migliori giocatori. Per proteggere la societa', Cragnotti si dimette. Nel 2003 abbandona anche la Cirio, dopo che un consiglio d'amministrazione ha approvato un piano di risanamento, che viene pero' rifiutato dai consumatori.

   Le indagini, nel frattempo, non si fermano: la procura di Monza a giugno 2003 apre un'inchiesta penale sulle banche che hanno venduto i bond ai loro clienti. E la procura di Roma non sta a guardare, perche' ad ottobre, dopo aver iscritto Cragnotti nel registro degli indagati per concorso in truffa e false comunicazioni sociali, accusa il finanziare di bancarotta pluriaggravata e reiterata.

   L'inchiesta, in cui risultano coinvolti anche i tre figli, Andrea, Elisabetta e Massimo, ed il genero Filippo Fucile, si rivela collegata al caso Cirio e lo portera' all'ordinanza di custodia cautelare emessa oggi. ''Ho passato quasi vent'anni della mia vita in Brasile ed ho una mentalita' internazionale, non sono provinciale come altri''... Chissa' se lo pensa ancora. (Maria Cristina Carlini)

(© IGN Italy Global Nation) 

 

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