E il dato allarmante che è stato reso noto al congresso
dellAnlaids a Torino. 489 i malati conclamati. Non ci sono casi pediatrici
Torino. Una doccia fredda, improvvisa, dal
congresso dell'Anlaids a Torino. Aumenta, oltre le previsioni, il numero dei sieropositivi
in tutte le regioni, Calabria compresa. E per la Calabria una doccia fredda in piu'. Se si
mettono a confronto le notifiche di casi della malattia nella forma conclamata dal luglio
2001 al giugno 2002, c'e' un'escalation rispetto al periodo luglio 2000 - giugno 2001: si
passa da 0,8 all'1,2 per centomila abitanti.
Questa la situazione che emerge dal Bollettino del
Centro Operativo Aids dell'Istituto Superiore di Sanita': dall'inizio dell'epidemia e
cioe' dal 1982 al 30 giugno 2002 i casi di Aids nella forma conclamata in Calabria sono
489, un dato che pone la Calabria al tredicesimo posto in Italia. Cosi' i casi di Aids
provincia per provincia dall'inizio dell'epidemia al 30 giugno 2002: a Catanzaro sono 153
(negli ultimi due anni sono stati registrati 10 casi); a Cosenza sono 99 (negli ultimi due
anni sono stati registrati 14 casi); a Crotone sono 97 (negli ultimi due anni sono stati
registrati 9 casi); a Reggio Calabria sono 108 (negli ultimi due anni sono stati
registrati 10 casi) ); a Vibo Valentia sono 32 (negli ultimi due anni sono stati
registrati 4 casi).
Una buona notizia: nessun caso pediatrico in Calabria.
La realta' della Calabria non e' dissimile da quella italiana dove l'Hiv sta diventando la
malattia non solo di chi vive a rischio ma delle persone normali. Al congresso di Torino
viene tracciato l'identikit del nuovo infettato: sposato, maturo, con possibilita'
economiche e di viaggiare. "Ogni due ore - dice Fernando Aiuti, presidente
dell'Associazione nazionale per la lotta all'Aids - in Italia una persona si infetta. Un
dato che emerge non solo dalla pratica clinica di chi, tutti i giorni, vive l'Aids ma sono
le stime ufficiali a confermarcelo. E ad infettarsi sono soprattutto gli eterosessuali.
Non solo aumentano i sieropositivi ma rallenta il calo dei casi di Aids nella forma
conclamata. Il quadro e' ancora piu' negativo: cresce, in Italia, il numero degli
extracomunitari malati. Era il 2 per cento nel 1992, e' oggi il 15 per cento.
A questo punto credo che sia piu' che legittimo
chiedersi se stanno tornando i tempi bui. Ci consola almeno un dato: nei primi sei mesi
del 2002 non si sono registrati, fra gli italiani, casi di Aids pediatrico".
"Si', i tempi bui sembrano davvero vicini. Anche perche' l'Hiv sta diventando la
malattia non solo di chi vive a rischio ma delle persone normali- dice Mauro Moroni
dell'Universita' di Milano - Ecco l'identikit del nuovo infettato: sposato, maturo, con
possibilita' economiche e di viaggiare. Gli italiani si stanno abituando all'Aids, quasi
ci convivono. E abbassano la guardia. Ci si abitua all'Aids come ci si abitua al
bollettino delle vittime della strada a Ferragosto continuando a correre a gran
velocita'". Il quadro e' ancor piu' preoccupante se si tiene conto che ci si scopre
sieropositivi, nella meta' dei casi, quando la malattia ha gia' dato dei segni
inequivocabili.
E Giovanni Di Perri, presidente del congresso per la
parte scientifica, commenta: "Scoprendo in molti soggetti la malattia solo in una
fase avanzata, le terapie non sono cosi' efficaci come invece lo sono in fasi piu' precoci
dell'infezione". Non solo annunci in apertura del Congresso ma anche proposte.
Fernando Aiuti dice che bisogna affrontare al piu' presto nuove emergenze assistenziali.
Il presidente dell'Anlaids si dichiara disposto a sostenere il ministro Moratti nel suo
progetto di sollecitare il Governo a concedere fondi per la Ricerca: in mancanza di fondi
adeguati si vanificherebbero anche in termini assistenziali, tutti i grandi risultati
ottenuti in quindici anni di lotta all'Aids. Bisogna impegnarsi al massimo e, purtroppo,
c'e' un calo di attenzione anche delle piu' alte cariche dello Stato e dei personaggi
della cultura e dello spettacolo che hanno messo in secondo piano l'Aids rispetto ad altre
malattie. Tutto questo fa sentire i malati sempre piu' soli". Ma, allora, che sta
succedendo? Se lo chiedono gli esperti riuniti fino a martedi' al Lingotto di Torino.
(© Giornaledicalabria.it)