Indianapolis è stata
generosa con Michael Schumacher e la Ferrari. La magica pista dellIndiana ha
rovesciato le proprie tradizioni (si è corso al contrario rispetto alla celeberrima 500
miglia) e ha restituito a Schumi quella concreta speranza di vittoria che aveva assaporato
dopo le prime tre corse del mondiale, tutte vinte. Ora per laurearsi campione del mondo, a
Schumacher basterà arrivare secondo sia in Giappone sia in Malesia: anche se Hakkinen
dovesse vincere entrambe le corse i due piloti finirebbero a pari punti, 100, ma Schumi si
aggiudicherebbe il titolo mondiale per il maggior numero di vittorie (sette contro sei).
Proprio
questo fatto ci ha fatto sorgere qualche dubbio sulla strategia di Ron
Dennis, patron della McLaren Mercedes. In due gare, Inghilterra e
Francia, David Coulthard è giunto primo e Hakkinen secondo: sarebbe
bastato un ordine di scuderia per invertire le posizioni, invece Ron
Dennis non l’ha dato, probabilmente perché riteneva, come molti altri,
che Hakkinen fosse ormai sul viale del tramonto. Invece Mika era solo
scontento della macchina, quando l’ha avuta come voleva lui è tornato
alla ribalta insidiando Schumacher, surclassando Coulthard e
ridicolizzando la strategia di Ron Dennis.
Fatto sta che con quegli otto punti in
più che il suo boss gli ha negato, Mika oggi sarebbe alla pari con Schumi e potrebbe
avere due gare ancora di speranza. Invece se Schumacher vincerà una delle due gare che
restano sarà matematicamente campione del mondo. E lo sarà anche se arriverà quinto e
Hakkinen non prenderà punti. Insomma, il titolo mondiale piloti è più vicino che mai e
Schumacher lo ha capito. Del resto, se a Suzuka è leggermente favorita la McLaren per le
sue caratteristiche tecniche, in Malaysia la Ferrari nel 99 ha dominato. Tuttavia,
Michael e la Ferrari toccano ferro: «Quello che oggi è successo agli altri domani
potrebbe succedere a te». Una massima saggia che il presidente Montezemolo segue da
tempo. Infatti, anche dopo vittorie strabilianti come quella di Monza o di Indianapolis
lui sta zitto. Ma cè da credere che al momento buono urlerà. Eccome, se urlerà.
(Nestore Morosini - Corriere della Sera)
SCHUMACHER E' CAMPIONE SE:
1. Vince una delle due corse che restano (classifica:
Schumi p. 98, Hakkinen 80)
2. Arriva secondo nelle due corse che restano e Hakkinen le vince entrambe (Schumi p. 100
e 7 vittorie, Hakkinen punti 100 e sei vittorie
3. Arriva quinto in Giappone e Hakkinen non prende punti (Schumi p.90, Hakkinen 80)
4. Arriva quarto in Giappone e Hakkinen prende un punto (Schumi p.92, Hakkinen 81)
5. Arriva terzo in Giappone e Hakkinen prende due punti (Schumi 92, Hakkinen 82)
6. Arriva secondo e Hakkinen terzo (Schumi 94, Hakkinen 84)
HAKKINEN E CAMPIONE SE:
1. Vince le due corse e Schumacher arriva secondo e terzo
(Hakkinen 100, Schumacher 98)
2. Arriva una volta primo e una secondo e Schumacher non riesce a conquistare almeno due
terzi posti (Hakkinen 96, Schumi meno di 96).
3. Arriva due volte secondo e Schumacher non riesce a conquistare almeno due quinti posti
(Hakkinen 92, Schumi meno di 92)
4. Arriva una volta secondo e una volta quarto e Schumi non prende punti (Hakkinen 89,
Schumacher 88)