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Giappone e Malaysia, Schumi a caccia dei punti sicurezza

27/09/2000

Schumacher - Ferrari

 

Indianapolis è stata generosa con Michael Schumacher e la Ferrari. La magica pista dell’Indiana ha rovesciato le proprie tradizioni (si è corso al contrario rispetto alla celeberrima 500 miglia) e ha restituito a Schumi quella concreta speranza di vittoria che aveva assaporato dopo le prime tre corse del mondiale, tutte vinte. Ora per laurearsi campione del mondo, a Schumacher basterà arrivare secondo sia in Giappone sia in Malesia: anche se Hakkinen dovesse vincere entrambe le corse i due piloti finirebbero a pari punti, 100, ma Schumi si aggiudicherebbe il titolo mondiale per il maggior numero di vittorie (sette contro sei).

Proprio questo fatto ci ha fatto sorgere qualche dubbio sulla strategia di Ron Dennis, patron della McLaren Mercedes. In due gare, Inghilterra e Francia, David Coulthard è giunto primo e Hakkinen secondo: sarebbe bastato un ordine di scuderia per invertire le posizioni, invece Ron Dennis non l’ha dato, probabilmente perché riteneva, come molti altri, che Hakkinen fosse ormai sul viale del tramonto. Invece Mika era solo scontento della macchina, quando l’ha avuta come voleva lui è tornato alla ribalta insidiando Schumacher, surclassando Coulthard e ridicolizzando la strategia di Ron Dennis.

   Fatto sta che con quegli otto punti in più che il suo boss gli ha negato, Mika oggi sarebbe alla pari con Schumi e potrebbe avere due gare ancora di speranza. Invece se Schumacher vincerà una delle due gare che restano sarà matematicamente campione del mondo. E lo sarà anche se arriverà quinto e Hakkinen non prenderà punti. Insomma, il titolo mondiale piloti è più vicino che mai e Schumacher lo ha capito. Del resto, se a Suzuka è leggermente favorita la McLaren per le sue caratteristiche tecniche, in Malaysia la Ferrari nel ’99 ha dominato. Tuttavia, Michael e la Ferrari toccano ferro: «Quello che oggi è successo agli altri domani potrebbe succedere a te». Una massima saggia che il presidente Montezemolo segue da tempo. Infatti, anche dopo vittorie strabilianti come quella di Monza o di Indianapolis lui sta zitto. Ma c’è da credere che al momento buono urlerà. Eccome, se urlerà. (Nestore Morosini - Corriere della Sera)

SCHUMACHER E' CAMPIONE SE:

1. Vince una delle due corse che restano (classifica: Schumi p. 98, Hakkinen 80)
2. Arriva secondo nelle due corse che restano e Hakkinen le vince entrambe (Schumi p. 100 e 7 vittorie, Hakkinen punti 100 e sei vittorie
3. Arriva quinto in Giappone e Hakkinen non prende punti (Schumi p.90, Hakkinen 80)
4. Arriva quarto in Giappone e Hakkinen prende un punto (Schumi p.92, Hakkinen 81)
5. Arriva terzo in Giappone e Hakkinen prende due punti (Schumi 92, Hakkinen 82)
6. Arriva secondo e Hakkinen terzo (Schumi 94, Hakkinen 84)

HAKKINEN E’ CAMPIONE SE:

1. Vince le due corse e Schumacher arriva secondo e terzo (Hakkinen 100, Schumacher 98)
2. Arriva una volta primo e una secondo e Schumacher non riesce a conquistare almeno due terzi posti (Hakkinen 96, Schumi meno di 96).
3. Arriva due volte secondo e Schumacher non riesce a conquistare almeno due quinti posti (Hakkinen 92, Schumi meno di 92)
4. Arriva una volta secondo e una volta quarto e Schumi non prende punti (Hakkinen 89, Schumacher 88)


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