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Il Polo chiede le dimissioni del Cda della Rai  

29/09/2000

 

 

Pesanti affermazioni del capo della Procura di Torre Annunziata: «Tra gli indagati ci sono insospettabili»

   ROMA — Il Polo rilancia sul «caso Rai» e alza la posta in gioco, chiedendo le dimissioni dell’intero Cda. Il giorno dopo la bufera su Tg1 e Tg3 per le immagini di pedofilia, i capigruppo alla Camera della Casa delle Libertà, Giuseppe Pisanu, Gustavo Selva, Giancarlo Pagliarini e Marco Follini, hanno attaccato direttamnte il Consiglio di amministrazione di viale Mazzini dopo la decisione di respingere le dimissioni dei direttori Gad Lerner e Nino Rizzo Nervo (che le ha poi ritirate).

   «COPERTURA DI COMPORTAMENTI GRAVISSIMI» — «La decisione presa da tre dei cinque consiglieri di amministrazione della Rai serve solo a sottrarre alle loro responsabilità i direttori dei telegiornali che hanno trasmesso immagini abiette di pedofilia. Così - sottolineano i capigruppo dell’opposizione - il Cda della Rai ha contraddetto apertamente l'indirizzo espresso dalla grande maggioranza della Camera dei deputati. A nostro giudizio questa decisione è solo una indegna copertura di comportamenti gravissimi e perciò, giunti a questo punto, il Cda della Rai deve dimettersi».

   E L’INCHIESTA SUI PEDOFILI VA AVANTI - Intanto non si ferma l’inchiesta sulla banda internazionale di pedofili partita da Torre Annunziata. Affermazioni molto pesanti arrivano dalla sede dell’inchiesta sulla pedofilia.

   CREARE UN «POLVERONE» - «Se non è estrema sprovvedutezza o ingenuità, allora l'alternativa è che si sia trattata di una manovra ben precisa, forse per ottenere il polverone all'italiana che spostasse l'attenzione dell'opinione pubblica sulle polemiche tv, mettendo così da parte i contenuti dell'inchiesta sulla pedofilia, e proprio questo mi sembra stia accadendo in queste ore». Lo dichiara il capo della Procura di Torre Annunziata, Alfredo Ormanni in merito alla vicenda delle immagini oscene trasmesse in tv. Per il magistrato il polverone potrebbe essere stato alzato «da persone non ancora individuate dalle indagini e che però temono si possa arrivare a loro».

   «TRA GLI INDAGATI CI SONO INSOSPETTABILI» - «Si può ritenere questo - aggiunge Ormanni - perché tra le migliaia di persone che man mano vengono iscritte nel registro degli indagati potrebbero esserci personaggi così insospettabili». Il procuratore sottolinea comunque che, al di là di questo, «rimane il fatto che in Italia ci sono dei movimenti a favore della pedofilia che sono talmente ben organizzati, ben strutturati, anche ben articolati in molti settori della vita stessa istituzionale che già basterebbe questa considerazione per pensare che un'indagine del genere potrebbe benissimo aver dato fastidio».

   Un fastidio però «non al singolo personaggio di una particolare estrazione sociale o politica, ma a veri e propri gruppi sociali ben organizzati che sono delle vere e proprie comunità pedofile che esistono e che lavorano, ed agiscono in Italia alla luce del sole, come è facilmente dimostrabile». (Corriere della Sera)


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