Pesanti
affermazioni del capo della Procura di Torre Annunziata: «Tra gli indagati ci sono
insospettabili»
ROMA
Il Polo rilancia sul «caso Rai» e alza la posta in gioco, chiedendo le dimissioni
dellintero Cda. Il giorno dopo la bufera su Tg1 e Tg3 per le immagini di pedofilia,
i capigruppo alla Camera della Casa delle Libertà, Giuseppe Pisanu, Gustavo Selva,
Giancarlo Pagliarini e Marco Follini, hanno attaccato direttamnte il Consiglio di
amministrazione di viale Mazzini dopo la decisione di respingere le dimissioni dei
direttori Gad Lerner e Nino Rizzo Nervo (che le ha poi ritirate).
«COPERTURA DI COMPORTAMENTI GRAVISSIMI» «La decisione presa da tre
dei cinque consiglieri di amministrazione della Rai serve solo a sottrarre alle loro
responsabilità i direttori dei telegiornali che hanno trasmesso immagini abiette di
pedofilia. Così - sottolineano i capigruppo dellopposizione - il Cda della Rai ha
contraddetto apertamente l'indirizzo espresso dalla grande maggioranza della Camera dei
deputati. A nostro giudizio questa decisione è solo una indegna copertura di
comportamenti gravissimi e perciò, giunti a questo punto, il Cda della Rai deve
dimettersi».
E LINCHIESTA SUI PEDOFILI VA AVANTI - Intanto non si ferma linchiesta
sulla banda internazionale di pedofili partita da Torre Annunziata. Affermazioni molto
pesanti arrivano dalla sede dellinchiesta sulla pedofilia.
CREARE UN «POLVERONE» - «Se non è estrema sprovvedutezza o ingenuità,
allora l'alternativa è che si sia trattata di una manovra ben precisa, forse per ottenere
il polverone all'italiana che spostasse l'attenzione dell'opinione pubblica sulle
polemiche tv, mettendo così da parte i contenuti dell'inchiesta sulla pedofilia, e
proprio questo mi sembra stia accadendo in queste ore». Lo dichiara il capo della Procura
di Torre Annunziata, Alfredo Ormanni in merito alla vicenda delle immagini oscene
trasmesse in tv. Per il magistrato il polverone potrebbe essere stato alzato «da persone
non ancora individuate dalle indagini e che però temono si possa arrivare a loro».
«TRA GLI INDAGATI CI SONO INSOSPETTABILI» - «Si può ritenere questo -
aggiunge Ormanni - perché tra le migliaia di persone che man mano vengono iscritte nel
registro degli indagati potrebbero esserci personaggi così insospettabili». Il
procuratore sottolinea comunque che, al di là di questo, «rimane il fatto che in Italia
ci sono dei movimenti a favore della pedofilia che sono talmente ben organizzati, ben
strutturati, anche ben articolati in molti settori della vita stessa istituzionale che
già basterebbe questa considerazione per pensare che un'indagine del genere potrebbe
benissimo aver dato fastidio».
Un fastidio però «non al singolo personaggio di una particolare estrazione sociale o
politica, ma a veri e propri gruppi sociali ben organizzati che sono delle vere e proprie
comunità pedofile che esistono e che lavorano, ed agiscono in Italia alla luce del sole,
come è facilmente dimostrabile». (Corriere della Sera)