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Due rigori
per piegare la Georgia |
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12/10/2000
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ANCONA, 11 ottobre 2000 - E' chiaro che piace vincere facendo del
calcio-champagne. E' chiaro che piace chiudere le partite in 20'. Ma non sempre è
possibile e a volte è bene accontentarsi e saper gioire anche di un 2-0 conquistato con
due rigori. D'altra parte la Georgia si è dimostrata, come Trapattoni aveva anticipato,
osso più duro della Romania di San Siro, specialmente nel primo tempo.
Gli azzurri nel
complesso non hanno giocato male, ma la prestazione di Ancona ha luci e ombre. Analizzando
i rendimenti dei singoli, rispetto a Milano Toldo è stato molto più impegnato e ha
mostrato di valere il posto che occupa. In difesa Bertotto ha preso il posto di Maldini,
ma il giocatore dell'Udinese ha sofferto molto ed è stato eccessivamente falloso. Nesta e
Cannavaro sono sempre una garanzia, il secondo in particolare è apparso molto in forma.
Pagava sicuramente le fatiche di sabato Di Livio, qui ad Ancona molto meno attivo e
pericoloso sulla destra. E' in buona parte mancata anche la geometria di Albertini, mentre
Fiore si è reso protagonista di splendide progressioni e si è fatto carico di una
paziente opera di impostazione del gioco. Coco si è confermato pedina di grande valore
sulla fascia sinistra.
Il discorso attacco merita un
capitolo a parte. L'ingresso di Del Piero per Inzaghi ne ha effettivamente modificato
l'assetto. Le tre punte per tutto il primo tempo si sono spesso trovate troppo vicine,
pestandosi i piedi a vicenda. L'ingresso di Gattuso per Delvecchio va letto proprio in
quest'ottica: aumentare il potenziale di un centrocampo con Albertini e Di Livio a mezzo
servizio e dare più spazi ai due attaccanti rimasti in campo. Anche se la logica avrebbe
richiesto probabilmente il sacrificio di Del Piero (tra l'altro non molto convincente)
piuttosto che quello di Delvecchio, più prima punta e quindi più adatto a stare in area
a lottare. Ma a volte più della logica possono altre ragioni. (Diego Antonelli, La
Gazzetta dello Sport)
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