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Alluvione: dieci morti, settemila sfollati

16/10/2000

 

 

ROMA - Dopo le 48 ore che hanno messo in ginocchio Piemonte e Val D’Aosta, è arrivata l’ora dei bilanci, anche se resta difficile, per non dire impossibile, la conta anche solo approssimativa delle vittime e dei danni provocati dall'alluvione.

I FIUMI IN PIENA — Gli ultimi dati ufficiali parlano di dieci morti e di oltre settemila sfollati, ma decine di paesi e frazioni risultano isolati anche per l'interruzione di linee elettriche e telefoniche. La stessa Aosta è irraggiungibile via terra per la chiusura di tutte le strade ed autostrade. La situazione più difficile viene segnalata in Val d'Ossola, a Verbania, ma l'attenzione è puntata soprattutto sullo stato delle dighe e sul livello dei corsi d'acqua, a cominciare da Po e dal Tanaro, che hanno di gran lunga superato i limiti di guardia e minacciano centri abitati, dopo aver in alcuni punti già superato gli argini. Ad Aosta è straripata la Dora, nel savonese esondazione di vari torrenti e Bormida a rischio, a Milano è straripato il Lambro e si teme per il Seveso, nel piacentino evacuate le aree golenali del Po, la cui piena è prevista per domani sera nel mantovano. A Pavia, il Ticino è a pochi centimetri dalla tracimazione.

  L’EMERGENZA — Oggi, il Consiglio dei Ministri dovrebbe decretare lo stato d'emergenza per le aree devastate. Anche se va registrato un primo segnale positivo: le piogge cadute con insistenza sul Piemonte nelle ultime 72 ore si stanno attenuando su parte della regione. Non piove più dalla notte nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria. Mentre sono previste ancora quattro o cinque ore di pioggia per le zone del Centro-nord del Piemonte, quelle più duramente colpite dall'alluvione. Poi ci dovrebbe essere una riduzione delle precipitazioni, anche se il cielo resterà coperto. Si spera anche che il calo della temperatura trasformi in alta quota la pioggia in neve, riducendo così la portata dei corsi d'acqua.

  IN LOMBARDIA — E da qualche ora piove di meno anche sulla Lombardia, dove però la situazione resta molto difficile. In Prefettura a Milano continua ininterrotto il coordinamento dei soccorsi nelle zone più colpite. Non sono segnalate comunque situazioni di imminente rischio per la popolazione. Dei quattro corsi d'acqua più importanti, è il Ticino a destare maggiori preoccupazioni: il livello del fiume è ancora in crescita, anche perchè sul lago Maggiore continua a piovere. La crescita è comunque inferiore rispetto a quanto avveniva nelle scorse ore. L'Adda non dà problemi, e sono in calo il Lambro e l'Olona. Per quanto riguarda il Lambro, restano i cinque blocchi stradali a Milano, che stanno provocando disagi al traffico in entrata nel capoluogo. (Corriere della Sera)


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