ROMA - Dopo le 48 ore che hanno messo in
ginocchio Piemonte e Val DAosta, è arrivata lora dei bilanci, anche se resta
difficile, per non dire impossibile, la conta anche solo approssimativa delle vittime e
dei danni provocati dall'alluvione.
I FIUMI IN PIENA Gli ultimi dati ufficiali parlano
di dieci morti e di oltre settemila sfollati, ma decine di paesi e
frazioni risultano isolati anche per l'interruzione di linee elettriche e telefoniche.
La stessa Aosta è irraggiungibile via terra per la chiusura di tutte le strade ed
autostrade. La situazione più difficile viene segnalata in Val d'Ossola, a Verbania,
ma l'attenzione è puntata soprattutto sullo stato delle dighe e sul livello dei corsi
d'acqua, a cominciare da Po e dal Tanaro, che hanno di gran lunga
superato i limiti di guardia e minacciano centri abitati, dopo aver in alcuni punti già
superato gli argini. Ad Aosta è straripata la Dora, nel savonese esondazione di
vari torrenti e Bormida a rischio, a Milano è straripato il Lambro e si
teme per il Seveso, nel piacentino evacuate le aree golenali del Po, la cui piena
è prevista per domani sera nel mantovano. A Pavia, il Ticino è a pochi centimetri
dalla tracimazione.
LEMERGENZA Oggi, il Consiglio dei Ministri dovrebbe
decretare lo stato d'emergenza per le aree devastate. Anche se va registrato un primo
segnale positivo: le piogge cadute con insistenza sul Piemonte nelle ultime 72
ore si stanno attenuando su parte della regione. Non piove più dalla notte nelle
province di Cuneo, Asti e Alessandria. Mentre sono previste ancora quattro o cinque ore
di pioggia per le zone del Centro-nord del Piemonte, quelle più duramente colpite
dall'alluvione. Poi ci dovrebbe essere una riduzione delle precipitazioni, anche se il
cielo resterà coperto. Si spera anche che il calo della temperatura trasformi in
alta quota la pioggia in neve, riducendo così la portata dei corsi d'acqua.
IN LOMBARDIA E da qualche ora piove di meno anche sulla Lombardia,
dove però la situazione resta molto difficile. In Prefettura a Milano continua
ininterrotto il coordinamento dei soccorsi nelle zone più colpite. Non sono segnalate
comunque situazioni di imminente rischio per la popolazione. Dei quattro corsi d'acqua
più importanti, è il Ticino a destare maggiori preoccupazioni: il livello del
fiume è ancora in crescita, anche perchè sul lago Maggiore continua a piovere. La
crescita è comunque inferiore rispetto a quanto avveniva nelle scorse ore. L'Adda
non dà problemi, e sono in calo il Lambro e l'Olona. Per quanto riguarda il
Lambro, restano i cinque blocchi stradali a Milano, che stanno provocando disagi al
traffico in entrata nel capoluogo. (Corriere della Sera)