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Berlusconi dalla Spagna attacca stampa e giudici

13/11/2001

Aznar e Berlusconi (Reuters)


Sulle rogatorie accusa la sinistra: «Fa disinformazione in Europa attraverso giornalisti amici e travisa la verità».

   GRANADA (Spagna) - Silvio Berlusconi processa la stampa italiana ed europea, quella «ispirata dalla sinistra», rea di avere inviato una «campagna di disinformazione» volta a colpire lo stesso premier. E, automaticamente, torna a galla un rancore mai sopito nei confronti di quella parte della magistratura che, sotto la regia della sinistra, negli anni di Tangentopoli ha «fatto politica con processi e sentenze, cosa che «in certi casi succede ancora».

   CONSEGNA DEL SILENZIO - Silvio Berlusconi rompe la consegna del silenzio che si era imposto per diffidenza nei confronti dei giornalisti (dopo il caso-Islam) e si lascia andare ad un amaro sfogo pubblico nella conferenza stampa con Aznar al termine del vertice bilaterale di Granada. Berlusconi ha voluto spiegare cosa accade secondo lui nel nostro Paese sul versante dell'informazione, o meglio della «disinformazione», con un monito agli interlocutori: non cadete anche voi nella trappola tesa dalla sinistra di casa nostra attraverso i suoi amici giornalisti.

   Berlusconi nella conferenza stampa rivela di aver parlato del «problema- rogatorie» con il premier spagnolo, perché si è sentito «oggetto di una disinformazione da parte della stampa europea» che viene «operata dalla sinistra comunista italiana attraverso i suoi giornali e i suoi giornalisti amici. Credo che sia il momento di dire chiaro - dice il presidente del Consiglio -- che non possiamo sopportare, da parte di certa stampa, un travisamento così completo e totale della verità». Segue la rivelazione di aver pensato, in passato, ad un’opera di «controinformazione» , con conferenze stampa organizzate in tutta Europa per spiegare le sue ragioni all’opinione pubblica internazionale.

   NUOVI ATTACCHI AI GIUDICI - È stato poi un crescendo che ha riportato a galla la vecchia accusa contro la «sinistra giudiziaria». Il premier, dopo averne scritto giorni fa, ha parlato della «guerra civile» condotta nel 92-94 da una «piccola parte della magistratura che ha eliminato dalla scena politica i partiti che hanno governato l'Italia per mezzo secolo, lasciando però fuori il partito comunista». Una azione «lungamente studiata dai comunisti che hanno introdotto nella magistratura elementi propri i quali hanno formato una corrente che ha fatto politica attraverso indagini, processi, sentenze». Uno sfogo a tutto campo, che porta perfino Aznar, al termine della conferenza stampa, a tirar via Berlusconi dalla folla dei giornalisti: «Vieni presidente, hai già parlato troppo questa mattina».

   BERSANI: «DICHIARAZIONI INCREDIBILI» - Dichiarazioni incredibili» che possono solo suscitare «incredulità» nei nostri partner: il ds Pierluigi Bersani, ai microfoni di Radio Radicale, invita Berlusconi a smetterla di armare, unico paese in Europa, una «battaglia contro i comunisti». «Credo - afferma l'esponente dei Ds - che il presidente del Consiglio abbia perso un'altra occasione per farsi capire all'estero. Affermazioni come quelle che ha fatto risultano assolutamente incredibili ad ogni persona di buon senso e ad ogni altra persone che, in ogni luogo del pianeta, può osservare che l'unico posto in cui ci si sta ancora armando per una battaglia contro i comunisti è l'Italia».

   RIZZO: «UN ALTRO SCHIAFFO ALL'ITALIA» - «Un altro schiaffo all'Italia: queste le parole in libertà del presidente del Consiglio». Lo afferma il capogruppo dei Comunisti italiani alla Camera Marco Rizzo, secondo il quale, «di fronte agli sconvolgimenti mondiali di questi ultimi due mesi, bisognerebbe usare cautela con il termine "guerra civile"».  (©
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