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La rivista americana «Wine Spectator» ha stilato la graduatoria
dei cento vini dellanno
NEW YORK
- Un rosso toscano del 1997 è il miglior vino del mondo: lo ha
decretato il «Wine Spectator» che nel suo numero di dicembre ha dato all'Antinori
Solaia il rango di «Vino dell'Anno» per il 2000. È la prima volta che il
riconoscimento della rivista, considerata una bibbia per gli enologi, tocca
a un vino italiano.
Secondo i critici dell'importante periodico l«'indimenticabile» Solaia
della casa fiorentina, venduto negli Usa a un prezzo di listino da 115 dollari
a bottiglia (circa 260 mila lire), ha superato due vini californiani, il Viader
della Napa Valley del 1997 e il Cabarnet Sauvignon uscito nello stesso anno dalle
cantine Whitehall Lane della Napa Valley Reserve.
«TOSCANA TIMONIERA» - «Gli italiani hanno fatto vini
per millenni, ma è solo negli ultimi due o tre decenni che il Paese ha cominciato
a produrne con una qualità a livello mondiale», ha scritto James
Suckling, il critico di «Wine Spectator» osservando che la Toscana «ha sempre fatto
da timoniera». Secondo la rivista nessuno capisce questo meglio di Piero Antinori,
il patriarca della secolare casa fiorentina che porta il suo nome e che viene
individuato come la maggior forza nella nuova generazione di produttori italiani di
vino.
DA STAPPARE NEL 2004 - «Colore rosso rubino scuro, con aroma di uvette
estremamente mature e di spezie e un lungo, lungo retrogusto corposo e fruttato», il
Solaia Antinori ha conquistato 96 punti nella classifica di «Wine Spectator» che
ha consigliato ai suoi lettori di aspettare pazientemente a stapparlo fino al 2004.
«Un solido, muscoloso rosso Toscano, questo è il miglior Solaia mai realizzato»,
hanno esultato i critici della rivista dando al vino Antinori il loro Oscar annuale
dopo aver degustato oltre 11 mila nuovi vini, dei quali più di 1500 hanno superato la
soglia dei novanta punti nel giudizio finale.
LA GRADUATORIA - La graduatoria di «Wine Spectator» è stata elaborata
in base a quattro criteri: qualità, valore in rapporto al prezzo, disponibilità
sui mercati, e un fattore «x» che «Wine Spectator» ha chiamato «eccitazione». Il
quarto posto nella classifica è toccato a un vino francese, uno Chateauneuf du
Pape del 1998 prodotto da Le Vieux Donjon; il quinto al Joseph Phelps Insignia Napa
Valley 1997. Altri due vini italiani sono entrati a pari merito al nono posto nella
top ten di «Wine Spectator»: sono la Tenuta dell'Ornellaia di Bolgheri del 1997
(da bere dopo il 2004) e il Castello di Rampolla Toscana Sammarco dello stesso anno
(da conservare fino al 2005). (Corriere della Sera) |