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ROMA - Se ''semplicemente ci limiteremo a
rispettare la costituzione, avremo anche il tempo di completare l'
iter'' del provvedimento legislativo sul voto degli italiani all' estero
per le prossime elezioni. Alla questione del voto l'ex presidente del
Consiglio Massimo D' Alema - intervenuto alla Fao alla terza giornata
della prima conferenza degli italiani nel mondo - ha dedicato buona
parte del suo discorso.
Dopo tanti dibattiti - ha detto - abbiamo
imboccato la strada giusta'' e ''si tratta di compiere l' ultimo tratto'. In un paese
normale ''non dovrebbe essere una cosa cosi' irrealistica'', ha aggiunto, arrivare alle
elezioni politiche alla scadenza costituzionale, alla fine della legislatura. E D' Alema
ritiene che nella circoscrizione estero l'elettorato passivo debba essere concesso solo a
residenti all' estero. Il ''senso di questa rappresentanza'', ha aggiunto l' ex presidente
del Consiglio, e' che ci sia in Parlamento una presenza degli italiani all' estero.
''Non avrebbe molto senso che il risultato
delle elezioni in un collegio del baso Salento fosse deciso da schede in arrivo dal Canada
- ha ironizzato - magari per poi ricorrere a qualche giudice della Florida''.
''Ha senso, invece - ha aggiunto - che entri
in Parlamento un gruppo di italiani che portino i loro problemi, le loro esperienze.
Anziche' esportare la frammentazione e la rissosita' della politica italiana nel mondo -
ha detto D' Alema - chiediamo di importare un po' di amore verso l' Italia in
Parlamento''.
D' Alema ha ricordato i cambiamenti ed i
progressi degli ultimi anni ed ha accennato alla possibilita' di ''aiutare chi vuole
tornare'' . ''Oggi si puo' anche pensare - ha detto- ad un paese dove giovani qualificati
possano affermarsi''.
''Ci dovete aiutare a rendere il paese piu'
forte - ha concluso - e noi dobbiamo costruire un legame piu' forte con i tanti italiani
che onorano il paese in ogni parte del mondo''. (ANSA). |