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PARIGI - Il recupero di Ronaldo procede
bene e già a gennaio il campione brasiliano potrebbe di nuovo prendere
confidenza con il pallone. Ma se dovesse capitargli un terzo infortunio al
tendine rotuleo del ginocchio, non solo dovrebbe abbandonare il calcio, ma potrebbe
avere difficoltà persino a camminare correttamente.
LANALISI DEL PROFESSOR SAILLANT - E l'analisi del
professor Gerard Saillant dopo l'ultimo controllo allasso dellInter.
Saillant ha confermato che «il recupero è molto buono» e che Ronaldo «è un
ragazzo in ottima forma e con molta voglia di riprendere a giocare al calcio». Il
medico che lha operato due volte al ginocchio ha confermato che «non c'è nessun
tipo di pressione, né da parte dell'Inter né dello sponsor. Si riparlerà di pallone
soltanto dal gennaio 2001, come previsto. Ma la decisione spetta anche a Ronaldo».
Saillant, intervistato dal quotidiano sportivo francese «L'Equipe»
ha dichiarato che un terzo infortunio di Ronaldo lo obbligherebbe «a chiudere con il
calcio e non è detto che dopo riuscirebbe a tornare a camminare normalmente».
SOLLECITAZIONI DA MASSA MUSCOLARE TROPPO GROSSA - «I tendini e i
quadricipiti di Ronaldo sono sollecitati di continuo», ha spiegato Saillant.
«E alto e ha una grossa massa muscolare. Ma presenta una reale fragilità dei
tendini, è un fatto indiscutibile e preoccupante. Metterlo a riposo o fargli
disputare soltanto alcune partite, non cambierebbe nulla. Il problema è legato al suo
fisico e al suo modo di giocare».
Nonostante tutto, Saillant è ottimista: «Ronaldo tornerà perché è
ancora giovane. Se avesse avuto trent'anni, non ci sarebbe mai riuscito. Il suo
equilibrio familiare l'ha aiutato. E poi, per un ragazzo di questo livello, fermarsi per
un po è sempre salutare».
RONALDO: «NON CE FRETTA» - «Abbiamo stabilito con i
medici un programma per le prossime quattro settimane in Brasile», ha detto Ronaldo.
«Quando ritornerò dal Brasile, si deciderà per la prossima fase. Resto molto ottimista,
non ho alcuna fretta di ritornare in campo, non c'è nessuna pressione. Sono
contento anche perché ho recuperato un po di ritardo che avevo accumulato nella
preparazione. Adesso il programma diventa meno fisioterapeutico e più di allenamento vero
e proprio». (Corriere della Sera) |