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Ronaldo, a gennaio il primo tocco al pallone

18/12/2000

 

 

PARIGI - Il recupero di Ronaldo procede bene e già a gennaio il campione brasiliano potrebbe di nuovo prendere confidenza con il pallone. Ma se dovesse capitargli un terzo infortunio al tendine rotuleo del ginocchio, non solo dovrebbe abbandonare il calcio, ma potrebbe avere difficoltà persino a camminare correttamente.

   L’ANALISI DEL PROFESSOR SAILLANT - E’ l'analisi del professor Gerard Saillant dopo l'ultimo controllo all’asso dell’Inter. Saillant ha confermato che «il recupero è molto buono» e che Ronaldo «è un ragazzo in ottima forma e con molta voglia di riprendere a giocare al calcio». Il medico che l’ha operato due volte al ginocchio ha confermato che «non c'è nessun tipo di pressione, né da parte dell'Inter né dello sponsor. Si riparlerà di pallone soltanto dal gennaio 2001, come previsto. Ma la decisione spetta anche a Ronaldo».

   Saillant, intervistato dal quotidiano sportivo francese «L'Equipe» ha dichiarato che un terzo infortunio di Ronaldo lo obbligherebbe «a chiudere con il calcio e non è detto che dopo riuscirebbe a tornare a camminare normalmente».

   SOLLECITAZIONI DA MASSA MUSCOLARE TROPPO GROSSA - «I tendini e i quadricipiti di Ronaldo sono sollecitati di continuo», ha spiegato Saillant. «E’ alto e ha una grossa massa muscolare. Ma presenta una reale fragilità dei tendini, è un fatto indiscutibile e preoccupante. Metterlo a riposo o fargli disputare soltanto alcune partite, non cambierebbe nulla. Il problema è legato al suo fisico e al suo modo di giocare».

   Nonostante tutto, Saillant è ottimista: «Ronaldo tornerà perché è ancora giovane. Se avesse avuto trent'anni, non ci sarebbe mai riuscito. Il suo equilibrio familiare l'ha aiutato. E poi, per un ragazzo di questo livello, fermarsi per un po’ è sempre salutare».

   RONALDO: «NON C’E’ FRETTA» - «Abbiamo stabilito con i medici un programma per le prossime quattro settimane in Brasile», ha detto Ronaldo. «Quando ritornerò dal Brasile, si deciderà per la prossima fase. Resto molto ottimista, non ho alcuna fretta di ritornare in campo, non c'è nessuna pressione. Sono contento anche perché ho recuperato un po’ di ritardo che avevo accumulato nella preparazione. Adesso il programma diventa meno fisioterapeutico e più di allenamento vero e proprio». (Corriere della Sera)

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